domenica 12 giugno 2011

YEMEN: ERA UN PAESE, ORA SONO DUE FORSE TRE


Il professor Glauco Maria Martufi traccia un quadro dello Yemen assai più complicato di quanto appaia sulla maggior parte dei media occidentali. E spiega perché per raccontare quel che succede ai giorni nostri bisogna guardare al passato, anche a quello meno recente.

DI GIORGIA GRIFONI
Roma, 11 giugno 2011, Nena News – C’era una volta un paese, nascosto tra il deserto dell’Arabia e le montagne, incastonato tra il Mar Rosso e  l’Oceano Indiano, che Pasolini descrisse come “il paese più bello del mondo”. Anticamente, era un luogo “felice” per via di tutte le ricchezze che vi transitavano. Ora si chiama Yemen, ed è insanguinato dalla guerra civile, dalle lotte tribali e, ogni tanto, dai droni americani a caccia dei miliziani di Al-Qaeda. C’era una volta un paese, ma ora sono due. O addirittura tre. E tutti e tre sono ben vigilati dall’ingombrante vicino settentrionale: l’Arabia Saudita.
Tra tutte le linee di frattura che attraversano questo paese, due sono quelle fondamentali per capirne gli assetti. In primis, la presenza degli zayditi, sciiti che risiedono nel nord dello Yemen, nella provincia di Saadah da centinaia di anni. Questa zona confina con l’Asir, provincia che l’Arabia Saudita ha strappato allo Yemen dopo una guerra di quasi 10 anni terminata nel 1934. I confini sono rimasti incerti fino al 2000, anno in cui i due paesi hanno firmato un accordo. Ed è anche la zona dove recentemente sono stati trovati dei giacimenti di petrolio.

L'uomo che fregò un intero paese


L'editoriale del settimanale inglese, The Economist, tradotto in italiano da PressEurope
www.presseurope.eu
In quasi vent'anni di carriera politica, Silvio Berlusconi è sopravvissuto a processi e scandali. Ma a preoccupare gli italiani dovrebbe essere piuttosto il suo totale disinteresse per i problemi economici e strutturali del paese, che continueranno a farsi sentire anche dopo la sua caduta.
Silvio Berlusconi ha ottimi motivi per sorridere. A 74 anni è alla guida di un impero mediatico che lo ha reso l'uomo più ricco d'Italia. Dal 1994 domina la scena politica dello stivale, ed è diventato il primo ministro più longevo dai tempi di Mussolini. È sopravvissuto a un numero impressionante di previsioni di una sua imminente caduta. Tuttavia, nonostante il suo successo personale, è stato un disastro come leader della nazione. In tre modi diversi.

A fianco del popolo siriano


L'insurrezione popolare in Siria - di fronte ad un potere massacratore - è decisiva per tutta la regione. La dittatura di Bachar al-Assad deve cadere. Il movimento di solidarietà in Egitto, in Libano, in Tunisia è molto importante ma è importante anche in Europa. Un appello del Mps svizzero
da www.mps-solidarieta.ch
La rivolta popolare continua in Siria da più di 11 settimane. Si è estesa, oggi, a tutto il paese. Le divisioni confessionali e/o comunitarie, distillate ormai da decenni dalla politica del regime, sono largamente superate da un sentimento di solidarietà nazionale (uno slogan si afferma: "Il popolo siriano è unito"), dall'odio verso la dittatura del clan Assad, dalla sua diffusissima corruzione, dal risentimento, dal dolore e dalla ribellione verso una repressione senza limiti; infine da una determinazione basata sul desiderio di conquista della dignità e dei diritti democratici e sociali.

Non toccate l'acqua


Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Daniel Tanuro, autore de "L’impossibile capitalismo verde", in Italia alla vigilia della due giorni elettorale, intervistato da Lettera43
Ferdinando Cutugno
da Lettera43.it
Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Sempre più intellettuali ed economisti guardano a questo voto come a una frontiera nei rapporti tra pubblico e privato nella gestione delle risorse naturali. Uno di questi è il belga Daniel Tanuro, autore di L’impossibile capitalismo verde (Edizioni Alegre, 221 pagine, 16 euro), sbarcato in Italia alla vigilia della due giorni elettorale per portare una serie di esperienze a sostegno di una gestione interamente pubblica dell’acqua. Lettera43.it l’ha intervistato per conoscere il suo punto di vista sulla questione.
DOMANDA. Tanuro, ammettiamo che vinca il «no» nei due quesiti sull'acqua: che cosa devono temere i cittadini?

sabato 11 giugno 2011

Elezioni in Turchia: la mobilitazione curda


Domenica 12 giugno ci saranno le elezioni politiche in Turchia. La società civile curda ha avviato una campagna di azioni pacifiche di disobbedienza civile, la risposta dello stato turco è stata una campagna di terrore da stato di polizia
Valentina Quaresima
Il 12 giugno 2011 si terranno le elezioni politiche in Turchia.
Il partito kurdo BDP (Partito della Pace e della Democrazia) si presenterà con il blocco “Lavoro, Democrazia e Libertà”, una formazione di 64 candidati indipendenti che riunisce diverse voci della società civile kurda e turca. “Porteremo la voce dei cittadini turchi, kurdi, arabi, cristiani, assiri e aleviti al Parlamento” ha dichiarato il candidato indipendente Ertugrul Kürkcü. “Saremo il pugno degli operai oppressi e sfruttati. Noi rappresentiamo le componenti reali dei popoli della Turchia”.
Dall’Europa partirà una delegazione di 150 rappresentanti della società civile – 10 dall’Italia tra cui anche giornalisti - per vigilare sul corretto svolgimento del processo elettorale.

Una rivoluzione non interrotta

Di ritorno dall'Egito e dal Forum di solidarietà alle rivolte arabe. A quattro mesi dall’11 febbraio, giorno delle dimissioni di Mubarak, la Rivoluzione egiziana continua il suo percorso pieno di insidie
Angelo Cardone, Gianni
De Giglio, Elisa Scardaccione
di ritorno dal Cairo
Trascorrere qualche giorno nella calda e caotica Cairo ti permette di respirare la soddisfazione e la diffusa consapevolezza di essersi liberati dal “faraone” Mubarak. I giornali egiziani in lingua inglese riportano in prima pagina la cronaca di diverse mobilitazioni e proteste dislocate in vari punti della città. “Appoint us or kill us”: è lo slogan che per due giorni consecutivi, davanti alla sede del Quartier generale dell’Esercito, migliaia di persone hanno gridato per rivendicare lavoro per i 3,1 milioni di disoccupati egiziani, 800.000 in più rispetto all’ultimo trimestre del 2010. “Egiptian dignity”: è quello di altre migliaia di giovani che hanno protestato fuori dal palazzo del Consiglio supremo delle Forze Armate, al quale Mubarak ha ceduto il potere, perché gli hanno impedito di tenere un’assemblea promossa dal “Movimento giovanile Rivoluzionario”.

giovedì 9 giugno 2011

L'acqua se non la difendi, la paghi cara!


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

mercoledì 8 giugno 2011

AREE VERDI PALESTINESI, OLTRE IL 70%COMPROMESSE


In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, l'ufficio statistiche palestinese lancia l'allarme: oltre il 70% delle foreste, in Cisgiordania come a Gaza, sono aree compromesse. Lo si deve in gran parte all'occupazione israeliana e alle politiche di confisca della terra.


DI BARBARA ANTONELLI
Ramallah, 08 Giugno 2011, Nena News -  Un nuovo documento presentato domenica dall’Ufficio Statistiche centrali palestinese (PCBS) in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, mette in luce come il 70,7 % delle aree verdi del territorio palestinese, in Cisgiordania come a Gaza, siano aree fortemente danneggiate e compromesse.

ANP: SI ALLONTANA IL GOVERNO HAMAS-FATAH?


Doveva essere annunciato nei prossimi giorni ma l’esecutivo tecnico frutto dell’accordo di riconciliazione del 4 maggio tra le due principali organizzazioni politiche palestinesi non è a portata di mano.

Gerusalemme, 08 giugno 2011, Nena News – E’ passato oltre un mese dalla stretta di mano al Cairo tra il presidente dell’Anp e leader di Fatah, Abu Mazen, e il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal. Ma all’orizzonte non si scorge ancora quel governo tecnico, di unità nazionale, che dovrebbe sancire in via definitiva la riconciliazione tra i due principali movimenti politici palestinesi e gettare le basi per una piattaforma nazionale.

l progetto di Vendola: un nuovo soggetto con il Pd


In un'intervista al Corriere, il presidente pugliese precisa la sua prospettiva: una "cosa" nuova con Pd, e forse Idv, in grado di parlare al centro. E "benedice" Tabacci assessore di Pisapia
Nichi Vendola, dopo la vittoria del centrosinistra alle amministrative, spiega chiaramente quale sia il suo progetto politico. Lo fa con un'intervista al Corriere della Sera che riproduciamo integralmente per la sua chiarezza e onestà. Non si tratta, dice il presidente della Puglia, di rioccupare lo spazio che fu della sinistra radicale ma di rifare una grande e unitaria "sinistra" con il Pd, e forse anche con Di Pietro, fuori dalle logiche e dai recinti dei vecchi partiti. Prodi lo chiamerebbe Ulivo, oggi non sappiamo. E' un progetto esplicito, coerente e per certi versi può anche essere vincente. Prendiamo atto che un altro equivoco si è dissolto, quello di un'altra sinistra, a sinistra del Pd, in grado di immaginare una prospettiva politica alternativa. Questa sinistra, se esiste, si immagina interna al processo dello stesso Pd - quello di D'Alema, Veltroni, delle banche, cooperative, delle privatizzazioni, delle guerre "umanitarie", e via dicendo - per contendersi una possibile leadership. E si immagina talmente interna che rilancia l'apertura ai "centristi" a partire dal benestare alla candidatura di Bruno Tabacci ad assessore al Bilancio nella giunta che sta per comporre Giuliano Pisapia. Auguri

Le mani su Roma.

Da oggi è il libreria "Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita" Di Daniele Nalbone e Paolo Berdini che verrà presentato il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. L'intervista a Nalbone pubblicata su Paese Sera online
Rocco Bellantone
da Paese Sera
Da oggi è il libreria un volume intitolato Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita, che verrà presentato ufficialmente il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. Lo sviluppo al contrario di Roma negli ultimi dieci anni nelle parole di uno dei due autori, Daniele Nalbone
Il coraggio di raccontare Roma per quella che è realmente diventata nell’ultimo decennio. A tradurlo nero su bianco in un volume, da oggi in uscita nelle librerie, sono Paolo Berdini, docente di Urbanistica all’Università di Roma Tor Vergata e collaboratore de il manifesto e Il Fatto quotidiano, e Daniele Nelbone, giornalista di Liberazione.

martedì 7 giugno 2011

REFERENDUM - CISNETTO&CO I tifosi del “No” fanno le vittime.


   Sono pochi e sulla difensiva. I sostenitori del “no” al referendum sull’acqua si ritrovano a Roma, nel minuscolo auditorium sotto l’Ara Pacis, per difendere le proprie ragioni. Padrone di casa il giornalista e organizzatore di eventi Enrico Cisnetto, che inserisce la campagna anti-referendaria nella cornice di Roma Incontra (una manifestazione patrocinata dal Comune e dal sindaco Gianni Alemanno). Sale sul palco e denuncia “insulti o comunque atteggiamenti verbalmente violenti”. La linea Cisnetto è chiara: di referendum in Italia ce ne sono stati tanti, con il quorum pochi, quindi meglio non andare a votare che votare no. La pensa diversamente l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, “potrei votare due no sull’acqua”, perché, spiega, se si elimina la remunerazione del capitale investito ci saranno meno investimenti sulle reti e cancellare l’obbligo di fare gare consentirà comunque ai Comuni che ne hanno bisogno di farle. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, invece tifa per il flop perché “io non credo nell’istituto referendario”, Ci sono pure soggetti direttamente coinvolti, come l’amministratore delegato dell’Acea Marco Staderini. Omaggio ai partecipanti: un libro sul valore dell’acqua con prefazione di Matteo Renzi. Ma il pubblico è fatto soltanto da giornalisti e staff dell’evento. 
Articolo tratto da Il Fatto Quotidiano, 07 giugno 2011, 

Ballarò e Annozero non invitano il comitato Acqua.


Tutti nel centrosinistra, dal Pd alle trasmissioni antiberlusconiane, sembrano per fortuna esser saliti nel carro del referendum. Ma come dimostrano Ballarò e Anno Zero, si dimenticano dei veri protagonisti: i comitati di base
Marco Bersani
Cara redazione di Ballarò / Annozero,
sembrate appartenere alla libera informazione, ma intanto Vespa è stato l'unico conduttore di talk show che si è comportato correttamente con il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua.
Non avete capito nulla di quello che sta succedendo in questo Paese.
Pensate che il grande risultato delle elezioni amministrative sia la spinta per i referendum e invece è stata la spinta dei referendum (1,4 milioni di firme per l'acqua, do you remember?) a produrre il grande risultato delle elezioni amministrative.
Continuate a pensare che il Paese sia diviso tra il tiranno e l'opposizipne di centro-sinistra e non avete capito che c'è una società dal basso che vuole cacciare Berlusconi, ma che al contempo non ne può più di un centro-sinistra politicista e liberista.

Intimidazione contro i "No Inc" di Albano


Tre attivisti del coordinamento contro l'inceneritore ai Castelli romani sono stati perquisiti dalla digos nelle proprie abitazioni con accuse infondate. Un tentativo di intimidazione contro i movimenti ambientalisti a pochi giorni dal referendum e dalla manifestazione del 18 ad Albano
Marco Santopadre
(Radio città aperta)
“Stamattina è scattato un blitz della Digos e della Questura nei confronti di 3 attivisti del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano” – raccontava ieri a fine mattinata dai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, del Coordinamento No Inc dei Castelli Romani.
“Alle cinque e mezza del mattino, quando gli agenti si sono presentati a casa dei tre compagni per effettuare le perquisizioni, l’accusa nei nostri confronti era di aver danneggiato e manomesso in passato alcuni automezzi che la Pontina Ambiente srl utilizzava per allargare la discarica di Roncigliano.

L'editoriale "incendiario" di Pierluigi Battista


Lunedì 6 giugno Battista sul Corriere della sera ha attaccato pesantemente la manifestazione che domenica contesterà la kermesse del Governo israeliano a Milano. Pubblichiamo la lettera di risposta degli organizzatori
Sul Corriere di lunedì 6 giugno Pierluigi Battista ci fa l’onore di parlare delle iniziative che si terranno a Milano contro l’annunciata Kermesse “l’Israele che non vi aspettate”, organizzata dall’Ambasciata israeliana in Italia.
Non ci sorprende lo zelo di Battista, che per l’ennesima volta fa sua l’equazione antisionismo uguale antisemitismo, equazione scorretta sul piano storico (il sionismo è un movimento politico sorto in una parte del mondo ebraico e che ha portato alla nascita dello Stato d’Israele attraverso l’espulsione degli abitanti palestinesi e la colonizzazione dei territori occupati) e politico (sarebbe come dire che siccome Battista è un anticomunista automaticamente è un fascista...).

lunedì 6 giugno 2011

La solita Bomba(ssei) di Confindustria...

Da:USB

06/06/2011
In Italia ci sono 4,5 milioni di imprese, in cui lavorano 17,5 milioni di persone.
Le imprese con meno di dieci addetti sono 4,3 milioni, vale a dire il 95% dell’intero sistema e danno lavoro a quasi il 50% di tutti gli addetti (oltre 8 milioni di persone), questo dice l’Istat.
Tra i 10 e i 249 dipendenti vi sono 225 mila imprese, in queste lavorano  quasi 6 milioni di persone.
Da ultimo le imprese con oltre 250 addetti sono solo 3.718 e danno lavoro a oltre 3,5 milioni di persone. Sopra i 50 dipendenti vi sono in tutto poco più di 25mila imprese, che danno lavoro a 5,7 milioni di persone.
Ora con  questi numeri impressionanti, che svelano come il nostro sia un paese di piccole e piccolissime imprese, qualcuno continua  a sostenere l’esigenza di chiudere con l’esperienza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di convertirsi rapidamente al contratto aziendale.

PALESTINESI, PROVE DI UNITÀ ASPETTANDO SETTEMBRE.


Ad una recente conferenza le componenti politiche palestinesi si sono trovate d'accordo sull'importanza di una strategia unitaria, alternativa al processo di pace fallito. Per evitare di ricadere nella trappola di negoziati inconsistenti.

DI IKA DANO
Betlemme (Cisgiordania), 06 giugno 2011, Nena News. Falliti i negoziati diretti dopo il rifiuto di Israele di prolungare il congelamento delle colonie lo scorso settembre, il presidente Abu Mazen ha prospettato il riconoscimento dello Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre. Uno stato che rischierebbe di essere frammentato non solo geograficamente, ma anche politicamente. L’accordo di riconciliazione nazionale firmato da Fatah e Hamas il mese scorso al Cairo apre la strada per l’unità nazionale. Senza un reale processo di ristrutturazione politica e strategica, il suo significato potrebbe rimanere puramente simbolico.

EGITTO: IN MEMORIA DI KHALED SAID


Un anno fa veniva ucciso dalla polizia di Mubarak il giovane blogger Khaled Said. Anche la sua tragica fine ha contribuito ad aprire la strada alla "rivoluzione del 25 gennaio".

DI AZZURRA MERINGOLO
Roma, 06 giugno 2011, Nena News -  Nessun volto di leader politici sventolava sulle bandiere nei dintorni di piazza Tahrir, la roccaforte della rivoluzione egiziana scoppiata il 25 gennaio scorso. Nessun viso di un possibile successore del raís Hosni Mubarak. A vedersi tra le folle era solo l’immagine di un volto di giovane dai capelli corti e gli occhi sorridenti: Khaled Said.
Proveniente da Alessandria, Khaled, 28 anni, era uno dei tanti attivisti della sfera virtuale che è stato fermato dalla polizia sulla Corniche della sua città, proprio mentre usciva da un internet caffè. I due agenti gli hanno chiesto i documenti, Khaled, reputando che la polizia non aveva alcun diritto di fermare arbitrariamente un cittadino per strada e chiedergli i documenti, si è rifiutato di mostrarli.  Questo ha condotto a una colluttazione violenta nella quale il giovane è stato spinto su una lastra di marmo, dove la sua testa si é spaccata. Era il 6 giugno scorso e Khaled Said, colpevole di essersi opposto alla legge di emergenza che assegna alle forze di sicurezza poteri speciali, ha perso la vita.

L'impresa pigliatutto!

Confindustria propone ai sindacati il "contratto di prossimità", un modo elegante per ritagliare i rapporti di lavoro su misura delle singole imprese

Marco Bertorello
La Confindustria lamenta il suo isolamento nel campo riformatore e cerca interlocutori per soddisfare le sue ambizioni di cambiamento. Ma nessuno appare come soggetto credibile: il governo e la maggioranza parlamentare sono impegnati quasi a tempo pieno a difendere le magagne del loro padrone, i partiti sono litigiosi e inconcludenti, i sindacati divisi e incapaci di disinnescare una volta per tutte il malcontento. In questo panorama solo l'impresa mostra idee chiare e una compagine adeguatamente rappresentativa in grado di perseguire i propri interessi. Ecco allora che i Think tank (letteralmente serbatoio di idee, ma la definizione gioca su un secondo significato del termine tank, carro armato), che ruotano intorno alla cultura d'impresa avanzano un modello di funzionamento per le relazioni industriali e dunque, nonostante tutta la retorica sul postindustriale e sull'immateriale, un modello concreto di società.