giovedì 8 novembre 2012

Una vita...


(Al posto di un elenco di date, libri e quant'altro). Oggi in libreria Letteraria interamente dedicata a Stefano Tassinari. La sua biografia scritta, di getto, da Wu Ming 1
a cura di Wu Ming 1
Esce oggi in libreria, a sei mesi dalla sua morte, la rivista Letteraria interamente dedicata a Stefano Tassinari (qui l'indice completo)

Quello che al momento non è possibile offrire: un lavoro biografico esteso, una bibliografia completa, una cartografia degli eventi e momenti creati da Stefano nel corso della sua esistenza.
Nei mesi scorsi abbiamo udito e letto tanti aggettivi, come mani che cercano di afferrare un mulinello d'acqua. Forse potranno raccogliere gli oggetti che il mulinello aveva attratto e faceva vorticare (un barattolo, l'ochetta di plastica di un bimbo, il berretto di un pescatore), ma il mulinello stesso no, non si può stringere tra le dita.

lunedì 5 novembre 2012

VIOLENZA E RAPPRESAGLIA SOTTO IL CIELO GRIGIO DEL LINGOTTO.


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di Franco Turigliatto
Arroganza, brutalità, violenza è questo il linguaggio che la direzione Fiat ha usato ripetutamente nel corso della sua storia e che Marchionne esprime oggi fino in fondo. Il padrone sono io e utilizzo come mi pare la forza lavoro e, se lo stato di diritto presuppone ancora il rispetto della legge e delle sentenze della magistratura, passo direttamente alla rappresaglia, al ricatto più brutale, per seminare il risentimento, la rabbia e lo scontro diretto tra i lavoratori.
La famosa lotta di classe si esprime con ferocia a senso unico, come avviene da molti anni a questa parte e Marchionne tira la volata a tutto il padronato per riaffermare il totale dominio del capitale sul lavoro, facendo a pezzi quello che diverse generazioni di lavoratrici e lavoratori erano riusciti a costruire di diritti conquistati, unità, solidarietà all’interno della classe operaia.

"Firma o ti metto in mobilità"


La testimonianza, in esclusiva sul Fatto quotidiano, degli operai di Pomigliano, di come hanno firmato la petizione "anti-Fiom" e di come si vive nella fabbrica modello
Salvatore Cannavò
dal Fatto quotidiano
È la prima volta che degli operai del nuovo stabilimento Fiat di Pomigliano, tra i 2091 fortunati che sono stati riassorbiti dalla Fiat, accettano di parlare con la stampa. Si schiariscono la voce, seccata da troppi anni di silenzio, e parlano con nettezza, “per non perdere la dignità”, come dice uno di loro. Ma di nascosto, chiedendo di non essere ripresi in volto (il video èqui)ed esigendo di essere citati con nomi di fantasia. Giacomo, Filippo, Sergio e Andrea hanno tra i 30 e i 37 anni, uno di loro è entrato in Fiat nel 2006, gli altri nel 2001, giovanissimi. Sono iscritti o ex iscritti ai sindacati che hanno firmato gli accordi di Marchionne: Uilm, Fim e Fismic.

Danzando sulle macerie


Dopo le elezioni siciliane e il grande successo di Grillo. Riflessioni per la sinistra alternativa (che purtroppo non c'è)
Salvatore Cannavò
Il quadro político per quanto vischioso si va sempre di più chiarendo. Com'era prevedibile le elezioni siciliane, con la portata della loro scossa, hanno contribuito a stabilizzare una dinamica fortemente instabile e pur accentuando fibrillazioni e alimentando incertezze rendono più chiare molte cose. E aiutano a fare un'analisi della situazione in campo più concreta anche alla luce delle dinamiche di movimento o di giornate come quella del 27 ottobre.

Alle elezioni. Alternativi


Nasce l'appello per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013. Funzionerà
Un appello che proviene da settori importanti della formazione Alba ma con alcuni esponenti della Fiom, di movimenti come i No Dal Molin o di figure pubbliche come Sabina Guzzanti. Non è chiaro se sia legato all'iniziativa di De Magistris ma il fatto che proponga uno schieramento alternativo a quelli attualmente esistenti la colloca alla sinistra del centrosinistra. Non sappiamo che proposta potrà uscirne, i promotori annunciano un'assemblea per il 1 dicembre. Pubblichiamo l'appello perché ognuno possa farsene un'idea.
Il sistema sta andando in pezzi.

Le differenze economiche e sociali crescono, le disonestà individuali o di gruppi sono diventate corruzione del sistema, la distanza tra stato e società e tra organi rappresentativi e cittadini non è mai stata così elevata.

venerdì 2 novembre 2012

La testa d'idra del razzismo di Stato


Dagli sgomberi all'internamento. Una attenta ricostruzione del «Piano Nomadi» stilato e applicato dalla giunta romana di Gianni Alemanno. La recensione del libro "Sulla pelle dei rom" uscita su il manifesto.
Ylenia Sina
(Da il manifesto del 02/11/2012)
Sul Piano Nomadi della giunta Alemanno si è scritto di tutto. I mezzi di informazione hanno riservato costantemente spazio, chi per esaltazione, chi per denuncia, a quello che lo stesso sindaco della Capitale definì una «rivoluzione copernicana». Ma nel vortice della cronaca quotidiana, utile anche a sostanziare una certa diatriba politica, non è facile isolarne il disegno e coglierne a pieno il senso. Il libro Sulla pelle dei rom - Il piano nomadi della giunta Alemanno (Edizioni Alegre) scritto da Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 Luglio ed esperto di questioni sociali, lo ricostruisce perfettamente.

La vendetta di Marchionne


Se il tribunale decide che a Pomigliano devono entrare 19 operai Fiom allora l'azienda ne licenzia altrettanti. "La scelta di Sophie" dell'amministratore Fiat alla fine è contro i lavoratori
Salvatore Cannavò
da Il Fatto quotidiano
Sergio Marchionne, alla fine, la sua“scelta di Sophie” l’ha fatta. Solo che la vittima designata – nel film, Sophie doveva scegliere chi sacrificare tra i suoi due figli – non è uno stabilimento ma i suoi operai. Ieri Fabbrica Italia Pomigliano (Fip) ha infatti avviato la procedura di mobilità per 19 unità. Nel motivare la sua decisione, Fip ha spiegato che la sua attuale struttura “è sovradimensionata rispetto alla domanda del mercato italiano ed europeo” e siccome deve eseguire “quanto disposto dall’ordinanza del Tribunale di Roma” - che la obbliga all’assunzione immediata di 19 operai iscritti alla Fiom - “è costretta a predisporre gli strumenti necessari per provvedere alla riduzione di altrettanti lavoratori”. Se il giudice ha stabilito, sia in primo grado che in appello, il diritto degli operai Fiom a essere assunti per non essere discriminati, la Fiat ritiene di avere il diritto di mandare via altrettanti dipendenti per far posto a quelli iscritti alla Cgil. E siccome la sentenza ha intimato all’azienda di assumere entro 180 giorni un totale di 145 operai iscritti alla Fiom, per sanare la discriminazione attuata finora, è probabile che i licenziamenti siano solo all’inizio.

mercoledì 31 ottobre 2012

"La vergognosa rappresaglia di Marchionne. L'ora della rivolta!"


Con un colpo non troppo a sorpresa, dopo la vergognosa raccolta firme 

orchestrata dall'azienda contro il rientro di 145 lavoratori iscritti Fiom 
decretato in due sedi di giudizio dal tribunale di Roma che ha riconosciuto 
l'evidente comportamento discriminatorio nei confronti degli iscritti ai 
metalmeccanici Cgil, Marchionne ha deciso di licenziare 19 lavoratori 
attualmente in forza nello stabilimento fiat di pomigliano per far posto agli 
altri. Un atto indecoroso , un insulto alla dignita' di un paese che Fiat sta 
abbandonando e che serve esclusivamente a rinfocolare la guerra tra poveri, tra 
lavoratori e a scaricare su altri le sue malefatte. Solo in un paese distratto, 
colpevolmente ripiegato su se stesso, con una politica e un sindacato assenti 
o  complici puo' essere tollerato  un amministratore delegato dispotico quanto 
scarsamente produttivo. Ha approfittato della nuova propaganda di regime sui 
grandi investimenti fiat per il nostro paese, su ennesime promesse che altro 
non sono che la stessa merce spacciata piu' volte, per aprire i licenziamenti. 
(...)
Non e' piu' sufficiente l'indignazione, occorre uno scatto di tutta la Cgil 
per riaprire la vertenza contro il piano Marchionne

Usa, come votano i sindacati


Il ruolo delle principali confederazioni è molto importante per il successo di Obama. Ma pesa la crisi di iscritti e di ruolo che i lavoratori statunitensi vivono ormai da anni
Felice Mometti
Quale tipo di campagna, per le elezioni presidenziali, stanno conducendo i principali sindacati americani? Nella grande maggioranza dei casi il sostegno va a Obama, la tradizionale collocazione nell'orbita del Partito Democratico continua a prevalere, ma questo non significa che a livello sindacale si condividano i medesimi obiettivi. Anche solo per il semplice motivo che le prossime elezioni americane del 6 novembre non riguardano solo la Presidenza. Nello stesso giorno si eleggono l'intera Camera dei Rappresentanti, un terzo del Senato, una decina di Governatori dei singoli stati e non è detto che gli interessi delle varie lobbies sindacali, locali e nazionali, coincidano sempre. E i conti si fanno spesso con le forze reali sul campo, guardando la reciproca consistenza.

lunedì 29 ottobre 2012

Madrid, la voce europea dei movimenti


DAll'1 al 4 novembre si terrà in Spagna, su invito degli "Indignados" un importante incontro dei movimenti sociali di tutta Europa. E' l'occasione per fare del 14 novembre la prima vera giornata di resistenza europea contro le misure di austerità
Quando l'incontro di Madrid è stato promosso la crisi marciava uguale a oggi ma non si erano ancora verificate le mobilitazioni europee che hanno caratterizzato la ripresa post-estiva. Gl scioperi e le grandi manifestazioni di Portogallo, Spagna e Grecia, la manifestazione della Coalition against austerity a Londra del 21 ottobre, la manifestazione nazionale in Francia e, sia pure su scala ridotta, il No Monti Day in Italia. C'è una resistenza europea alle politiche del rigore che cresce e preme anche sugli apparati tradizionali se è vero che la Ces, la Confederazione europea dei sindacati (di cui fanno parte Cgil, Cisl e Uil) si è decisa a promuovere la giornata europe del 14 novembre. Convocata su una piattaforma più che morbida e compromissoria rispetto alla Bce, la giornata ha però già avuto il merito di far scattare nuovi scioperi generali in Spagna e Portogallo. Anche in Italia si stanno preparando iniziative.
Dal punto di vista dei movimenti sociali se ne discuterà nell'appuntamento europeo convocato dagli indignados spagnoli a Madrid dall'1 al 4 novembre. L'occasione di un confronto e di un incontro per colmare un tassello decisivo nel tempo di crisi, il coordinamento e l'iniziativa europea delle lotte.

Sciopero a metà ma sciopero


La Cgil decide di proclamare 4 ore di sciopero generale il 14 novembre nel quadro della giornata di mobilitazione europea indetta dalla Ces ma raccolta da quasi tutti i movimenti sociali. La prima risposta europea all'austerity
La Cgil rompe gli indugi e decide di muovere ancora un passo nel quadro di una mobilitazione europea. La Segreteria nazionale infatti, dopo aver "inutilmente ricercato con CISL e UIL", spiega una nota di Corso ITalia, "di tradurre la decisione della CES di una mobilitazione europea il 14 novembre" ha interrotto le trattative con gli altri due sindacati e ha proclamato lo sciopero generale di quattro ore da gestire a livello territoriale. Uno sciopero a metà, che evita di chiamare direttamente in causa il governo Monti ma che non rinuncia a riferirsi alla legge di stabilità e quindi alla manovra di rigore. Come spiega la stessa nota della segretaria, "lo sciopero è “per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità. E’ evidente che al centro di questa giornata di sciopero l’obiettivo di cambiare la legge di stabilità come il complesso delle politiche del governo rientrano pienamente nella piattaforma della Ces". Il 14 si carica quindi di significati ambivalenti ma la decisione della Cgil carica quella giornata di un significato di lotta europea che, quasi certamente, sarà gestita nelle forme più articolate e diverse dai vari movimenti e sindacati.
La piattaforma della Ces
14 NOVEMBRE 2012 CON LA CONFEDERAZIONE EUROPEA DEI SINDACATI PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA' – NO ALL'AUSTERITA'. L'AUSTERITA' NON FUNZIONA!

domenica 28 ottobre 2012

Buona la prima


A Roma, 50 mila persone in piazza per contestare Monti e le sue politiche. Molte vertrenze sociali in un corteo tranquillo che gli studenti scuotono bloccando la tangenziale e poi tutta la città. Prossima tappa lo sciopero sociale europeo del 14 novembre
Giorgio Sestili
E' appena terminata la manifestazione del No Monti Day a Piazza San Giovanni, gli studenti sono ancora in corteo selvaggio sulla Tangenziale Est di Roma. Alcune prime considerazioni sorgono spontanee su questa che è stata la prima giornata dell'autunno che ha visto in piazza l'opposizione politica e sociale al governo Monti.
Considerata l'assenza di un movimento sociale forte la manifestazione nei numeri è andata bene. Circa 50 mila persone (per dare numeri realistici) hanno sfilato in corteo per le strade di Roma. Una manifestazione eterogenea che ha visto la partecipazione di lavoratori in lotta (Ilva, Alcoa), distudenti medi e universitari, degli insegnanti in mobilitazione contro l'aumento dell'orario lavorativo e contro il ddl Aprea, di delegazioni del movimento No Tav e per l'acqua pubblica. Tante anche le lotte ambientali presenti. Questo è senz'altro l'aspetto maggiormente positivo del corteo, la presenza di tante lotte e vertenze sociali che ogni giorno si battono contro la crisi e contro questo governo, con lo sguardo sempre attento anche alle mobilitazioni europee.

Pomigliano, il ricatto Fiat


Nello stabilimento campano l'azienda fa girare una lettera che chiede di non riassumere i 145 operai Fiom che secondo la sentenza del Tribunale di Roma dovrebbero essere assunti dalla Fip. E scatta la guerra tra poveri
Salvatore Cannavò
da Il Fatto quotidiano
E ’una lettera pesante e torbida quella che circola nello stabilimento di Pomigliano e che crea un clima di ricatto e di apprensione tra gli operai dello stabilimento. Partito in sordina, senza che i promotori siano pubblici, il documento in poche semplici righe getta un ulteriore fardello sulle spalle di chi lavora nello stabilimento Fiat emblema di Fabbrica Italia: “A seguito della sentenza che obbliga Fiat a riassorbire i 145 lavoratori iscritti alla Fiom”, si legge nella lettera, tra i lavoratori è forte “la preoccupazione del rischio che Fiat debba far uscire dal lavoro persone come noi che l’azienda da poco ha rirpreso al lavoro, scatenando una guerra tra poveri”. Dopo aver definito tutto questo “inaccettabile!!!” i lavoratori chiedono alle organizzazioni sindacali di intervenire “perché vorremmo evitare che per affermare il diritto di alcuni venga calpestato il nostro diritto al lavoro”. Seguono le firme con accanto i numeri di matricola aziendale.

giovedì 25 ottobre 2012

Un femminismo di movimento e di lotta

Un appello di donne per un incontro a Firenze nel corso del Social forum 10+10 che si terrà dall'8 al 10 novembre
Riteniamo indispensabile e irrimandabile prendere posizione di fronte alla crisi economica e alla
sua drammatizzazione in Europa. La disperazione del popolo greco non solo ci sdegna per ragioni
di solidarietà politica ed umana empatia, ma anche ci inquieta perché l'Italia potrebbe essere la
Grecia di domani. L'équipe di persone di fiducia delle banche che da qualche tempo ci governa, ci
sta sottoponendo infatti alla stessa terapia a cui è stato sottoposto quel disgraziato paese.

mercoledì 24 ottobre 2012

No Monti Day. Per cominciare


Sabato 27 il corteo nazionale promosso da un ampio cartello politico, sociale e sindacale. Una prima occasione per attivare un movimento sociale di massa che sappia comprendere la portata europea della resistenza
Dario Di Nepi
Il 27 Ottobre la manifestazione No Monti Day sarà il primo banco di prova dell’autunno italiano. Certamente ci sono state altre importanti manifestazioni settoriali, da quelle degli studenti medi di inizio ottobre fino a quelle degli insegnanti della scorsa settimana, ma il 27 si scenderà in piazza in un momento nazionale, che si spera possa essere il più partecipato possibile.
Il No Monti Day però chiuderà anche un ottobre che alivello europeo potremmo già definire notevolmente surriscaldato: gli scioperi generali in Grecia e le manifestazioni in SpagnaPortogallo Francia dimostrano che i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse così come i migranti del sud dell’Europa sono ormai arrivati al limite della sopportazione, le misure di austerità imposte dalle Trojka e dai governi nazionali stanno impoverendo pesantemente non solo le classi più deboli di questi Paesi, ma anche quelle classi medie che fino a qualche anno fa si sentivano protette, quasi inattaccabili dalla crisi. La Grecia è un esempio emblematico di questo processo, le strade di Atene sono ormai piene di macchine abbandonate e di negozi chiusi o falliti.

Gli estremisti visti dalla polizia


Anonymus viola i files di pubblica sicurezza e li mette in rete. Tra questi il rapporto riservato della Questura di Torino sul movimento No Tav e le realtà "estremiste" che lo sostengono
Anonymus viola i files della polizia e mette in rete una serie di cartelle di documenti di vario tipo (si possono vedere a questo indirizzo http://par-anoia.net/assessment/it/sample/)

La nostra Maria Antonietta


L'ultima "gaffe" di Elsa Fornero mostra la distanza siderale tra i ministri tecnici, e la classe dominante italiana, dalla vita reale delle persone. Espressione di una assenza totale di democrazia nell'organizzazione delle società occidentali. Forse, "ci vorrebbe una rivoluzione"
E' facile, ormai, ironizzare sulle presunte gaffes del ministro Fornero. Piena di sé e della propria missione "civilizzatrice", la responsabile del Welfare non perde occasione per esibire un atteggiamento professorale che sta logorando la sua immagine, oltre che il nostro futuro. Le sue esternazioni sfociano ormai nello psicodramma e diventano occasione di una reazione popolare fatta di rabbia e disorientamento. Ma nel caso dell'ultima, in ordine cronologico, brutta figura, quel "choosy" rivolto ai giovani che cercano lavoro, colpisce non tanto il disprezzo e l'altezzosità quanto la buona fede del ministro. Perché a Fornero quelle espressioni vengono naturali e rappresentano l'effetto genuino della sua estraneità dalla vita reale.

L'ora della rivolta


La Grecia ancora in sciopero e in piazza, al prezzo dei morti. Scioperi in Spagna e Portogallo, manifestazioni in Francia e Belgio. Un calendario di appuntamenti fitti il prossimo mese. L'appello di Rivolta il debito
L’aria si è fatta irrespirabile.
Dopo l’allungamento dell’età pensionabile, la cancellazione dell’articolo 18, la riduzione dei salari pubblici, la tassazione delle prima casa, i licenziamenti facili nel settore privato, le menzogne di Marchionne e le ruberie incontrastate di una classe politica a delinquere… ecco l’ultimo atto del governo dei professori: l’allungamento dell’orario di lavoro degli insegnanti a parità di salario e l’attacco ai diritti dei disabili, oltre all’aumento dell’IVA, e l’ulteriore aumento delle tasse attraverso la riduzione di tutte le detrazioni. Eccole qui le “Idee geniali” del governo dei “professori della Bocconi”.

mercoledì 17 ottobre 2012

Il ritorno di Obama


Il presidente Usa sembra battere il rivale nel secondo faccia a faccia ma nessun istituto di rilevazione spiega su che criteri vengono fatti i sondaggi. La corsa è sempre più spostata al centro con poche differenze di contenuto. Arrestata la presidente del Partito Verde
Felice Mometti
Probabilmente non si saprà mai se l'atteggiamento di Obama nel primo dibattito con Romney facesse parte di una strategia pensata a tavolino dal suo staff elettorale o se, invece, esprimesse una reale difficoltà. Non c'è accordo tra gli analisti politici. Sta di fatto che nel secondo round Obama è apparso come un'altra persona. Più aggressivo, con toni e movimenti studiati nei particolari. Non così Romney, più nervoso. La formula di questo secondo dibattito non era più il confronto diretto tra i due candidati. Dovevano rispondere alle domande in parte concordate di un pubblico, a dir poco ingessato, e di una conduttrice selezionati dopo infinite trattative tra i due staff elettorali con la CNN, la rete che li ospitava. I sondaggi dopo il dibattito sono stati concordi nell'assegnare a Obama quanto meno la vittoria ai punti. Ma vittoria di cosa ? Secondo quali criteri ? Rimane un mistero.

Chi ha ucciso la Teologia della liberazione


A pochi giorni dalle celebrazioni del Concilio Vaticano II una ricostruzione storica della dottrina che ha rivoluzionato la Chiesa in America latina e che è stata soffocata dal conservatorismo di Woityla e Ratzinger
Marcello Musto
da l'Unità
IL PROCESSO DI RIFORME DELLA CHIESA CATTOLICA, AVVIATO DAL CONCILIO VATICANO II, DI CUI È APPENA RICORSO IL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO, subì battute di arresto a partire dagli anni Settanta. Diversamente accadde in Sud America, dove le aspettative che esso aveva generato suscitarono grandi entusiasmi e produssero cambiamenti radicali.

In quegli anni, infatti, mentre nei Paesi capitalistici più avanzati, si realizzò un miglioramento dello standard di vita anche per le classi lavoratrici, in America Latina le diseguaglianze sociali aumentarono e gli indici di povertà crebbero ulteriormente. Guidati dall’illusoria concezione dell’esistenza di un tempo storico unilineare, che avrebbe dovuto riprodurre gli stessi stadi di avanzamento in tutte le società, esperti di vari organismi internazionali ella borarono piani di sviluppo per il Cono Sur. Nel 1961, ad esempio,l’amministrazione Kennedy avviò l’Alleanza per il progresso (Ap), progetto con il quale vennero stanziati 20 miliardi di dollari allo scopo di eliminare «le basi del comunismo», pericolo apparso ancora più concreto dopo la rivoluzione castristra a Cuba. Tuttavia, l’operazione si risolse in un clamoroso fallimento, osteggiata non solo dai latifondisti locali, ma anche dalle compagnie nordamericane, e il periodo di Ap si contraddistinse per i colpi di Stato, quasi tutti avallati dagli Usa, che fecero poi sprofondare l’intero continente in una spirale di violenza e morte.