E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro. Ora no a nuove leggi di polizia e finalmente una democrazia nei movimenti
Giorgio Cremaschi
da rete28aprile.it
E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.
Noi che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un’altra cosa.
Questo è per me il punto centrale, poi naturalmente ci sono le singole responsabilità, gli atti di devastazione inaccettabili, così come anche gli scontri in piazza San Giovanni, ove le cariche della polizia hanno finito per coinvolgere tutte e tutti coloro che volevano manifestare. Se vogliamo fare una riflessione politica, dobbiamo sottolineare che questo è stato il senso della giornata: un esproprio di democrazia, coperto dagli scontri, quando doveva essere esattamente il contrario.