martedì 10 maggio 2011

Con il referendum, una nuova stagione politica

Il 12 e 13 giugno si può riaprire in questo Paese una nfase diversa che faccia i conti con le politiche di mercato. La proposta di una Costituente dei movimenti per i beni comuni.
Marco Bersani*
I referendum dei prossimi 12 e 13 giugno assumono una rilevanza strategica per la situazione politica e culturale del nostro Paese.
Con la vittoria del SI al referendum contro il nucleare si porranno le basi non solo per fermare il folle rilancio di una produzione energetica obsoleta, dis-economica, dispregiativa dell’ambiente, della vita e del futuro, bensì per ridiscutere l’intera politica energetica basata su un modello “dissipatore, termico, centralizzato e militarizzato” a favore di un nuovo modello “conservativo, rinnovabile, territorializzato e democratico”.
Ma sarà soprattutto con la vittoria dei 2 SI ai referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua che si sanzioneranno per la prima volta dopo due decenni le politiche liberiste attraverso un voto democratico e popolare.

lunedì 9 maggio 2011

Video del blitz di Greenpeace a piazza Venezia-

Nucleare, blitz di Greenpeace a piazza Venezia


Azione a sorpresa del gruppo ecologista che srotola uno striscione dal balcone mussoliniano a favore del Referendum e del Sì contro l'energia nucleare
Oggi alle prime luci dell'alba attivisti di Greenpeace hanno scalato il balcone di Palazzo Venezia e hanno aperto uno striscione per protestare contro le recenti affermazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ritorno all'energia nucleare in Italia. Sullo striscione, al fianco di una immagine del Primo Ministro che sogna il nucleare, si legge: 'Italiani, il vostro futuro lo decido iò».

Il ricordo di Peppino Impastato

Il 9 maggio del 1978 veniva ucciso, da un agguato mafioso, Giuseppe Impastato. Le iniziative oggi per commemorarlo

A 33 anni dalla sua morte, Cinisi (Palermo) ricorda oggi Peppino Impastato, ucciso in un agguato mafioso la notte tra l'8 e il 9 maggio 1978. L'associazione a lui intitolata alle 16.30 sarà presente in corteo sotto la sede di Radio Aut, in corso Vittorio Emanuele a Terrasini, l'emittente libera fondata nel 1976 proprio da Impastato e grazie alla quale denunciò gli affari mafiosi, in particolare quelli di Gaetano Badalamenti, condannato nel 2002 all'ergastolo per essere stato il mandante dell'omicidio di Peppeino. Alle 17 il corteo si sposterà verso 'Casa memoria Impastato' a Cinisi e, alle 20.30, in piazza Vittorio Emanuele Orlando verrà assegnato il premio 'Musica e cultura in memoria di Peppino Impastato' dedicato alla canzone d'autore, in collaborazione con il 'Centro Felicia e Peppino Impastato' di San Remo e l'associazione 'Musica e cultura' di Cinisi. Alla serata parteciperà anche Roy Paci.

sabato 7 maggio 2011

Ex-Bertone, Marchionne e la Fiat: avanti tutta contro i diritti dei lavoratori.


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Le lavoratrici e i lavoratri della Bertone, a cui va tutta la solidarietà della nostra organizzazione, sono al centro dell’attacco della Fiat di Marchionne. Era chiaro fin da subito che il ricatto e il fucile puntato contro i lavoratori di Mirafiori ben presto si sarebbero spostati su lavoratori di altri stabilimenti.
Il ricatto di Marchionne è, per certi versi, ancora più vergognoso di quello di cinque mesi fa alle carrozzerie perchè viene esercitato contro lavoratrici e lavoratori che sono in cassa integrazione da molti anni e che si vuole far arrendere per disperazione.
Così come è anche peggio il testo su cui si devono esprimere nel referendum, che mette insieme i peggiori contenuti di Pomigliano e di Mirafiori con l’esplicito riferimento all’uscita dal contratto nazionale.
Si chiede agli operai di firmare una cambiale in bianco introducendo in azienda il totale arbitrio padronale e condizioni di lavoro da servi, senza diritti e tutele. Vogliono tutto in cambio di vaghe promesse, mentre la Fiat continua a perdere quote di mercato e appare sempre più chiara la scelta di traslocare in America.
Per i profitti della famiglia e degli azionisti la Fiat vuole distruggere diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, dai contratti nazionali e dal diritto del lavoro. E qualcuno rimette in discussione lo stesso I maggio data simbolo del lavoro e dei suoi diritti.

venerdì 6 maggio 2011

Andiamo a trovarli


Edizioni Alegre sarà al Salone del libro di Torino dal 12 al 16 maggio. Il nostro stand lo trovate al Padiglione 2 Stand J18. I nostri libri, le riviste, i progetti e la possibilità di conoscerci. Vi aspettiamo!
Giovedì 12 apre i battenti la kermesse che quest'anno punta a battere ogni record di visitatori: ecco come affrontarla
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giovedì 5 maggio 2011

"Protezione globale" per la cricca


Richiesta di rinvio a giudizio per 19 tra cui l’ex capo della Protezione civile e il costruttore Anemone. Per i magistrati negli atti la «prova incontrovertibile» dell’asservimento I pm di Perugia contro Bertolaso
PERUGIA - Richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm di Perugia per 19 degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per i cosiddetti Grandi eventi. Tra loro l'ex sottosegretario Guido Bertolaso e il costruttore Diego Anemone. La notizia è stata riportata giovedì dalla Nazione. La richiesta di rinvio a giudizio - in base quanto appreso dall'Ansa - riguarda anche 11 società. Hanno invece chiesto di patteggiare, con il consenso dei pm, l'ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro e il figlio Camillo accusati di rivelazione di segreto di ufficio e l'architetto Angelo Zampolini, per il riciclaggio di denaro destinato all'acquisto di alcune abitazioni. Istanza ora al vaglio del gip.
LA RICHIESTA - Dalle carte emerge la «prova incontrovertibile dell'asservimento della pubblica funzione» di Guido Bertolaso dall'inchiesta della procura di Perugia sugli appalti per i Grandi eventi sostengono i pm nella loro richiesta di rinvio a giudizio per la presunta «cricca» degli appalti. Secondo gli inquirenti le presunte utilità ricevute dall'ex sottosegretario (accusato di corruzione) e gli atti al centro degli accertamenti «appaiono inquadrabili» anche «in un'ottica di protezione globale».

Sciopero generale "Operai in lotta"


Venerdì 6 maggio

L’unico generale 

che 

riconosciamo..


LO SCIOPERO


Cuneo
Ore 9.30 piazza Europa

In fondo al corteo CGIL
furgone musicale autofinanziato

Unisciti per dire NO alle manovre di questo GOVERNO

Contestiamo Divertendoci

La Tua presenza per passare dalle parole ai fatti


                 OPERAI IN LOTTA

mercoledì 4 maggio 2011

04.05.11 - Sergio Bellavita: dichiarazione sulla vertenza Ex Bertone




Non c'è nessuna continuità con le scelte Fiom sulla vertenza Fiat di questi mesi e quanto accaduto alla ex Bertone. Il sindacato non può accettare che di fronte ad un ricatto pesante, scellerato come quello di Marchionne non ci sia nessuna alternativa perseguibile. Occorreva, così come accaduto a Pomigliano e Mirafiori, contrastare Fiat sul terreno politico, sociale. Smascherare e denunciare il carattere eversivo, spregiudicato e arrogante dell'ad Fiat Marchionne. Costruire cioè una vertenza ben più larga della sola dimensione della fabbrica di Grugliasco, coinvolgendo, vista la portata dell'offensiva Fiat, i lavoratori e le lavoratrici metalmeccanici/che tutti/e. I lavoratori e le lavoratrici hanno espresso con il si la loro autodifesa e a loro va la nostra totale e incondizionata comprensione e vicinanza. (...)
Ora, con il pesante esito della vicenda ex Bertone, la Fiom, il suo gruppo dirigente, è chiamato ad una riflessione profonda, nè retorica, nè liquidatoria. Riconoscere limiti e sconfitte è indispensabile per correggere una linea sindacale che, in tutta evidenza, non è riuscita a produrre alla ex Bertone la stessa straordinaria resistenza operaia di Pomigliano e Mirafiori ai diktat di Marchionne.

Sergio Bellavita, segretario nazionale FIOM


Non dite ad Ale-danno di recarsi in libreria l'8 giugno..


Dal sito Dagospia.com un'anticipazione del libro che uscirà per Edizioni Alegre il prossimo 8 giugno "Le mani sulla città" di Daniele Nalbone e Paolo Berdini, un'analisi della Roma "transitata" da Veltroni e Alemanno, tra speculazioni e rapporti con l'estremismo di destra
dagospia.com
1- DAGOREPORT: "LE MANI SULLA CITTÀ"
Edito da Edizioni Alegre e scritto da Daniele Nalbone, giornalista di Liberazione, e Paolo Berdini, Il libro "Le mani sulla città" (nelle librerie a partire dal prossimo 8 giugno) è un'analisi della Roma "transitata" da Veltroni e Alemanno e in piena corsa per le Olimpiadi del 2020.
Cosa c'è dietro l'abbattimento di Tor Bella Monaca? Chi guadagnerà dalle speculazioni dell'Eur? Chi sta spingendo per raddoppiare l'aeroporto Leonardo Da Vinci e costruire i porti di Fiumicino e Ostia?
In poche parole, qual è il modello di governance messo in piedi dall'amministrazione Alemanno? Un'amministrazione caratterizzata da legami a doppio filo non solo con i poteri forti, ma addirittura con l'estremismo di destra - dal quale proviene lo stesso Alemanno e uomini importanti della sua squadra.
Ecco alcuni stralci di ciò che sarà contenuto nel capitolo "Forchettoni Neri - la fascistopoli romana nell'epoca del camerata sindaco", curato da tal Caio Gregorio, nome evidentemente di fantasia di chi preferisce rimanere nell'anonimato.

Palestina, la nascita di un movimento nuovo


Dietro l'accordo tra Fatah e Hamas anche una ripresa di iniziativa a partire dal "Movimento 15 marzo" che guarda allo stato binazionale e respira il vento che soffia dalle rivoluzioni arabe
Sergio Bellavita
La novità più significativa che ho potuto apprezzare nel recente viaggio in Palestina in occasione della sesta Conferenza internazionale della Resistenza popolare non violenta contro la feroce occupazione israeliana, tenutasi nel villaggio di Bil'in in Palestina il 20 e 21 aprile, è la nascita del “Movimento 15 marzo”.
Un movimento che, sull'onda delle rivoluzioni arabe, della straordinaria ripresa di protagonismo sociale di questa parte del pianeta, esordisce per le strade di tutta la Palestina,da Ramallah a Gaza, ma anche in Libano,Siria,Giordania su iniziativa di giovani donne e uomini per lo più universitarie/i. Nasce con parole d'ordine semplici quanto efficaci: no alle divisioni politiche, diritti, democrazia, partecipazione, riunificazione di tutti i Palestinesi e ripresa delle lotte popolari contro l'occupazione. Rivendicano nuove elezioni, criticano la deriva di Fatah e Hamas quali “gestori” per conto dell'occupante israeliano degli angusti spazi loro riservati.
L'analisi che questo movimento ha prodotto è particolarmente interessante in quanto è percepibile una distanza profonda tra gran parte della popolazione palestinese e la sua rappresentanza politica, così come è oggettiva la spinta ad una nuova unità delle fazioni Palestinesi dopo la guerra civile. Il movimento afferma con forza che il problema non sono i confini - ”tutte le negoziazioni sui confini hanno prodotto arretramenti” - ma i diritti: il diritto alla mobilità, il diritto alla terra, il diritto allo studio ed alla realizzazione della propria vita, il diritto alla riunificazione di tutti i Palestinesi a partire dai profughi.

Per l’acqua bene comune, senza ideologie

Pubblichiamo la risposta di Marco Bersani all’articolo di Sergio Rizzo “Salviamo l’acqua dalla liti ideologiche” pubblicato dal Corriere della Sera il 23/04/2011. L’articolo è stato inviato alla redazione del Corriere sperando in una sua pubblicazione.
Versione stampabile
Mi interessa interloquire con Sergio Rizzo (Corriere della Sera, 23/04/2011), perché condivido le due premesse alla sua riflessione : l’inaccettabilità di ogni qualsivoglia tentativo di scippo normativo dei referendum sull’acqua e l’invito ad un confronto nel merito, senza astrattezze ideologiche.
Entriamo dunque nel merito. I processi di privatizzazione della gestione del servizio idrico in questo Paese, con forme più o meno accentuate, con diffusione a macchia di leopardo, sono in atto ormai da 15 anni. La Legge Galli del 1994, nel ridefinire giustamente il servizio idrico come integrato nelle sue diverse fasi di captazione, distribuzione e depurazione e nel dividere altrettanto giustamente il territorio in ambiti territoriali ottimali secondo i bacini idrografici, ha tuttavia contemporaneamente introdotto il full cost ricovery, ovvero l’intero carico dei costi sulla tariffa dei cittadini, inserendo nella stessa anche l’adeguata remunerazione del capitale investito, ovvero la garanzia dei profitti per gli investitori.
Questo ha comportato l’avvio della trasformazione di tutte le aziende municipalizzate in Società per Azioni, ovvero in enti di diritto privato, il cui unico scopo è la produzione di dividendi per gli azionisti. Che fossero a totale capitale pubblico, a capitale misto o interamente private, il risultato, con accentuazioni diverse, è stato quello di modificare la natura del servizio pubblico in servizio a scopo unicamente remunerativo, fino all’estremo del collocamento in Borsa delle società gestrici.

martedì 3 maggio 2011

Mayday, meno ma meglio. Molto meglio.

Il corteo "alternativo" del 1 maggio a Milano quest'anno è stato più politico e tutto all'insegna del "non pagheremo la vostra crisi". Studenti e lavoratori più uniti
Gigi Malabarba
Mayday, meglio meno ma meglio. Molto meglio.
Non eravamo come l’anno scorso, dove le modalità un po’ ‘debordanti’ della tradizionale street parade avevano riempito sì a dismisura il corteo di tantissimi ragazzi e ragazze, oscurando però in parte i contenuti della manifestazione (e anche con conseguenze non piacevoli per gli eccessi di ‘sballo’). Ma eravamo comunque diverse migliaia in questa undicesima edizione, scesi in piazza sulla parola d’ordine centrale lanciata dal collettivo milanese della Mayday “Voglia di sciopero precario”, per tentare di passare dalla denuncia della precarietà all’azione di lotta per contrastarla, per cominciare a ‘far male’ all’avversario di classe.

La Fiom cambia idea


Alla Bertone di Grugliasco i delegati Fiom danno indicazione di voto favorevole al referendum e si preparano a firmare l'accordo.
Salvatore Cannavò
(Da il Fatto quotidiano)
Alla ex Bertone di Grugliasco, storica carrozzeria di qualità recentemente acquistata dalla Fiat, dove la Fiom ha la stragrande maggioranza dei delegati, le Rsu hanno deciso che voteranno sì all’accordo chiesto dall’azienda. Diranno sì, cioè, a quello che è stato rifiutato a Pomigliano e poi a Mirafiori: riduzione delle pause, non pagamento di alcuni giorni di malattia, limitazione del diritto di sciopero tramite la “clausola di responsabilità”. Una scelta destinata a imprimere alla vertenza Fiat un volto nuovo con una Fiom che cambia posizione rispetto alle precedenti consultazioni, anche se comunque si tiene le mani libere e con un’azienda che non dovrebbe avere più alibi per non fare l’investimento promesso.

lunedì 2 maggio 2011

Verso le prossime elezioni amministrative: Unità e radicalità


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Di seguito l'editoriale uscito sull'ultimo numero di Erre in merito al posizionamento di Sinistra Critica alle prossime elezioni amministrative.
E' un quadro politico del tutto sfilacciato quello in cui si stanno preparando le elezioni amministrative di metà maggio. Il governo di Silvio Berlusconi sembra un “morto che cammina”, preda di una crisi di prospettiva che sta incubando progetti politici differenti al suo interno e che sembra trovare unità politica solo nelle misure parlamentari di protezione del presidente del Consiglio: processo breve, conflitto di attribuzione sul “caso Ruby”, riforma della giustizia, etc. Per il resto, esistono linee diverse, probabilmente interessi sociali diversi, prospettive che al momento convivono ma che, domani, potrebbero portare a un'evoluzione del quadro politico e a una differente geografia. Non è un caso che si assista alla formazione del correntismo interno al Pdl con un'ala che guarda alla Lega e si appoggia al ministro Tremonti, un'altra che si arrocca attorno ad alcuni notabili ex democristiani come Scajola o Formigoni, le “nuove leve” (Gelmini, Alfano, Prestigiacomo, Frattini) che cercano di fare quadrato, gli ex An in preda al panico. Addirittura il ministro del Welfare, Sacconi, illuminato dal papato Ratzinger, è stato sorpreso a cena con il segretario della Cisl, Bonanni e con il “democratico” ex popolare, Giuseppe Fioroni in un incontro dal sapore antico. A rischiarare con il faro della crisi la vita del governo Berlusconi ci sono gli attacchi – se così si possono chiamare – degli ultimi due presidenti di Confindustria, Emma Marcegaglia e Luca Cordero di Montezemolo da due anni in procinto di tuffarsi in politica in attesa del momento buono. E poi c'è lo shock, a lungo atteso e le cui conseguenze non sono ancora del tutto percettibili, rappresentato dall'estromissione di Cesare Geronzi dalla tolda di comando dell'economia e della finanza italiana, con le dimissioni forzate da presidente delle Generali. Un altro segnale dello scricchiolio berlusconiano che su Geronzi ha potuto contare per entrare nei vari “salotti buoni” e rafforzare le proprie postazioni e che oggi perde un puntello importante. E non sarà nemmeno casuale se questo accade anche con il concorso del ministro Tremonti, lieto di spazzare via la vecchia guardia per fare posto a nuovi equilibri che vedono il suo ministero al centro di una nuova galassia finanziaria, grazie anche a nuovi strumenti di interventismo economica (come il Fondo di salvaguardia delle imprese italiane).

sabato 30 aprile 2011

Minacce al leader antiradar


“Vi comunichiamo che abbiamo condannato a morte Antonello Tiddia, il minatore rosso”

Poche righe, infarcite di minacce e insulti, scritte a mano con un pennarello rosso e indirizzate alla redazione di Carbonia de L'Unione Sarda. La lettera è stata spedita il 18 aprile da Cagliari da qualcuno che si firma “Nuclei fascisti sociali” e che inneggia al Duce dopo aver annunciato un'azione violenta (“prima lo gambizziamo e poi lo uccideremo”) contro l'operaio della Carbosulcis Antonello Tiddia, 49 anni, in questi giorni in prima linea nell'ambito della protesta contro l'installazione del radar della Guardia di Finanza nella località “Su Semaforu” a Sant'Antioco.
Chi scrive, accusando Tiddia di essere “amico degli indipendentisti e degli anarchici”, fa proprio riferimento a questa battaglia, ma anche a quelle a cui l'operaio ha preso parte negli ultimi anni “contro i radar - si legge - contro le basi militari, nucleare, in difesa di Bruno Bellomonte e come delegato Rsu Carbosulcis, sempre a favore degli operai”. Chi scrive conclude dicendo “Vogliamo vendicare la gambizzazione del camerata Andrea Antonini a Roma”.
I tempi biblici nella consegna della corrispondenza del Sulcis hanno fatto sì che la lettera venisse recapitata in redazione soltanto ieri mattina: è stata immediatamente consegnata ai carabinieri della stazione della Compagnia di Carbonia e sulla faccenda è già stata avviata un'indagine. (s. p.)
Mercoledì 27 aprile 2011
 

Articolo dell'Unione sarda, ho ricevuto minacce

venerdì 29 aprile 2011

Il ritorno della MayDay



Il 1 maggio a Milano il corteo dei precari, studenti, lavoratori e lavoratrici autorganizzati, nativi e migranti.
AteneinRivolta.org
Se oggi sembra socialmente sempre più evanescente qualsiasi prospettiva per il futuro, una certezza ve la possiamo già dare: la nostra generazione sarà quella ricordata per aver subito in pieno il processo di precarizzazione di massa.
Un processo che passa sicuramente dall’introduzione dei contratti a tempo determinato nel mondo del lavoro, ma che è evidente, come dimostrano le lotte dei lavoratori portate avanti negli ultimi anni, si sta allargando anche a coloro che hanno un contratto indeterminato, che vedono il loro diritto al lavoro minacciato dalle politiche supportate dalle aziende e dal Governo e spacciate per risolutrici della situazione di crisi.
I referendum Fiat sono gli esempi evidenti di questo processo di precarizzazione di massa: avere un contratto fisso non salva dalla precarietà, l'uso indiscriminato della cassa integrazione non rende forse sempre più simile un lavoratore fiat a un co.co.pro?

Hamas e Anp, le reazioni all'accordo


La stampa si concentra sull’accordo di riconciliazione nazionale tra le due fazioni palestinesi. Un governo di tecnocrati e indipendenti fino alle elezioni, previste entro un anno. Nuovo incontro al Cairo la prossima settimana
da Nena News
Gerusalemme, 28 aprile 2011 (a cura della redazione di Nena News)–
Non si parla di altro da ieri sulla stampa sia israeliana che palestinese, ma anche su gran parte della stampa internazionale; l’incontro delle due leadership palestinesi nella capitale egiziana, da una parte Azzan al Ahmed, membro del comitato centrale di Fatah, dal’altra, il leader dell’ufficio politico di Hamas a Damasco, Mousa Abu Marzouk.
Un governo di transizione fatto di “tecnocrati” e figure indipendenti (ma probabilmente senza la presenza dell’attuale Primo Ministro Salam Fayyad), elezioni entro un anno (legislative, cioè del Consiglio Nazionale Palestinese, presidenziali e del parlamento dell’OLP, quello cioè rappresentativo anche dei rifugiati, che dovrebbe subire una ristrutturazione) e intesa sulla questione sicurezza e sul rilascio del prigionieri politici da entrambi le parti. Su queste tre linee principali è stato siglato in prima lettura l’accordo, secondo quanto confermato questa mattina da Mahmoud Zahar, ex ministro degli esteri del governo palestinese di Gaza: le due fazioni si recheranno di nuovo al Cairo la prossima settimana per la firma definitiva, alla presenza dei rappresentanti di entrambi le parti e di figure politiche indipendenti. Lo stesso Zahar ha precisato che il programma di intesa, non include alcun tipo di negoziato con Israele da parte del governo ad interim.
Da questa mattina la stampa palestinese ha anche diffuso più nel dettaglio alcuni elementi chiave dell’accordo: verrà cioè nominata congiuntamente una commissione elettorale centrale e un comitato di 12 giudici che supervisionerà le elezioni. Anche in merito alla sicurezza nazionale, un comitato congiunto di difesa nazionale, sarà a capo delle forze di sicurezza palestinese.

Draghi e Cavalieri

Il governatore della Banca d'Italia potrebbe approdare alla Bce. Berlusconi si toglie un rivale interno con il rimpianto di molti. Eppure Draghi è il miglior sostenitore della linea "lacrime e sangue" quella che ha tramortito questo Paese
Salvatore Cannavò
In gran parte dei conciliaboli e delle segrete speranze dell'ampio antiberlusconismo italiano, la figura di Mario Draghi rappresenta da sempre una speranza. Una sua candidatura contro il Cavaliere costituirebbe il segno del riscatto italiano, la prova di un paese che sa ancora offrire figure di "civil servant" in grado di ridare smalto alla cosa pubblica. Ribaltando lo schema medievale, in questo caso i "draghi" sarebbero assolutamente migliori dei "cavalieri", soprattutto sul piano etico. E Draghi non ha mai smentito questa aura che gli si è costruita intorno e che ha avuto un illustre precedente, nel 1993, con un governo, anche allora guidato da un ex Governatore della Banca d'Italia, quello di Carlo Azeglio Ciampi. Un "governo degli ottimi" così rimpianto che il suo presidente è finito poi a fare il Presidente della Repubblica.

mercoledì 27 aprile 2011

L'Italia è già in guerra

I Predator, gli aerei senza pilota che il Pentagono ha destinato per le operazioni di bombardamento in Libia, operano da Sigonella. La notizia, filtrata nei giorni scorsi su alcuni quotidiani statunitensi, ha trovato l’autorevole conferma dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) di Londra
Antonio Mazzeo
Operano da Sigonella gli aerei senza pilota UAV MQ-1 Predator che il Pentagono ha destinato per le operazioni di bombardamento in Libia. La notizia, filtrata nei giorni scorsi su alcuni quotidiani statunitensi, ha trovato l’autorevole conferma dell’International Institute for Strategic Studies (IISS) di Londra. Secondo l’ultimo rapporto del centro studi sulle unità alleate impegnate nell’operazione “Unified Protector”, meno di una settimana fa due squadroni dell’US Air Force con velivoli Predator sono stati schierati nella base siciliana. Un drone è stato utilizzato la prima volta sabato 23 aprile per distruggere una batteria di missili libici nei pressi del porto di Misurata; un secondo raid è stato sferrato invece a Tripoli nella tarda mattinata del 24 contro un sistema anti-aereo “SA-8”. Quest’ultimo attacco avrebbe subito un ritardo sulla tabella di marcia stabilita dagli operatori di terra del Predator. “Nei pressi della postazione missilistica sorge un campo di calcio dove era in corso un incontro di football tra numerosi civili”, riporta una nota del comando NATO per le operazioni di guerra in Libia. “L’attacco è stato eseguito solo dopo che tutte le persone si erano allontanate dall’area suddetta”.