Esiste una protesta diffusa e sociale in aumento con gli scioperi aumentati del 25% in un anno. Ma manca una mobilitazione generale e politica. Gli effetti del governo "tecnico" ma anche l'assenza di una sponda e di uno sbocco convincente
Antonella Della Porta
da il manifesto
Di fronte alle dure politiche di austerity che, già da tempo ma oggi con maggiore vigore, colpiscono ampie fasce di popolazione ("Nove su dieci", dimostra il libro di Mario Pianta), una delle domande spesso rivolte agli studiosi di movimenti sociali (così come ai loro attivisti) è: perché a fronte di una sfida così grande, la mobilitazione si mantiene limitata?Perché - diversamente da Spagna, Grecia e Stati Uniti, ma anche dall'Islanda prima di loro - c'è apparentemente così poca protesta?