Le ipotesi di riforma del mercato del lavoro viste da Luciano Gallino
Salvatore Cannavò
da Il Fatto quotidiano
Articolo pubblicato sul Fatto quotidiano di domenica 5 febbraio
Sulla riforma del mercato del lavoro quando si arriva al nodo della licenziabilità scoccano le scintille. Ieri se ne sono viste alcune tra Susanna Camusso, segretario della Cgil e Elsa Fornero, ministro del lavoro. La prima ha infatti accusato, sia pure velatamente, la seconda di voler favorire i licenziamenti. Eppure il ministro, in un'intervista a SkyTg24 aveva lavorato a ripulire l'immagine del governo invitando a “non demonizzare il posto fisso”, giudicando “infelici” le dichiarazioni del suo sottosegretario Martone sui “laureati sfigati” e soprattutto chiedendo alle imprese di “pagare di più” la flessibilità del lavoro per favorire una flessibilità “capace di generare occupazione e stabilizzare dalla precarietà”. “Non è ottimale che un lavoratore sia stretto all'impresa a tutti i costi – ha detto Elsa Fornero – pur ribadendo che “il divieto del licenziamento discriminatorio è un atto di civiltà e come tale va tutelato”. Immediata la replica stizzita di Camusso: “Si vuole facilitare la licenziabilità? Non è assolutamente questo il tema da affrontare e non lo è tanto meno adesso in una fase di recessione”.
In realtà, il ministro Fornero ha semplicemente chiarito le ipotesi di modifica che circolano in queste ore e di cui abbiamo parlato con il professor Luciano Gallino che sui temi della lotta alla precarietà si è cimentato moltissimo.
Sulla riforma del mercato del lavoro quando si arriva al nodo della licenziabilità scoccano le scintille. Ieri se ne sono viste alcune tra Susanna Camusso, segretario della Cgil e Elsa Fornero, ministro del lavoro. La prima ha infatti accusato, sia pure velatamente, la seconda di voler favorire i licenziamenti. Eppure il ministro, in un'intervista a SkyTg24 aveva lavorato a ripulire l'immagine del governo invitando a “non demonizzare il posto fisso”, giudicando “infelici” le dichiarazioni del suo sottosegretario Martone sui “laureati sfigati” e soprattutto chiedendo alle imprese di “pagare di più” la flessibilità del lavoro per favorire una flessibilità “capace di generare occupazione e stabilizzare dalla precarietà”. “Non è ottimale che un lavoratore sia stretto all'impresa a tutti i costi – ha detto Elsa Fornero – pur ribadendo che “il divieto del licenziamento discriminatorio è un atto di civiltà e come tale va tutelato”. Immediata la replica stizzita di Camusso: “Si vuole facilitare la licenziabilità? Non è assolutamente questo il tema da affrontare e non lo è tanto meno adesso in una fase di recessione”.
In realtà, il ministro Fornero ha semplicemente chiarito le ipotesi di modifica che circolano in queste ore e di cui abbiamo parlato con il professor Luciano Gallino che sui temi della lotta alla precarietà si è cimentato moltissimo.
L'articolo 18 e i licenziamentiSu articolo 18 e licenziabilità esistono ormai due ipotesi molto chiare