venerdì 24 giugno 2011

Grecia in ebollizione





di Stathis Kouvélakis*
Il Parlamento greco ha votato, la notte scorsa, la fiducia al nuovo governo di Papandreu. Tutto questo nel contesto di una mobilitazione popolare imponente e che continua con l'obiettivo di impedire che governo e parlamento adottino il nuovo piano di austerità richiesto da Unione Europa, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale in cambio del versamento, entro fine mese, di un ulteriore prestito di 12 miliardi di euro. L'articolo che segue fa il punto sul movimento in Grecia, in particolare dopo le imponenti manifestazioni degli ultimi 10 giorni. (Red).
La Grecia torna ad occupare le prime pagine dell'attualità internazionale: un fatto ormai ricorrente da qualche tempo. Questa volta non si tratta solo del debito o di pagamenti dei cosiddetti "aiuti" da parte dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale; ma delle reazioni suscitate da questo tipo di realtà economiche su una popolazione già traumatizzata da un anno di "terapia shock "neoliberista.
Anche in questo caso, nulla di sorprendente: la Grecia ha una ricca tradizione di protesta sociale e di rivolta. Resistenza di massa contro l'occupazione nazista, feroci battaglie contro lo stato di polizia seguito alla guerra civile del 1944-1949, rivolta degli studenti e dei lavoratori contro il regime militare nel novembre del 1973, tutti elementi che hanno costituito la memoria popolare. Nel dicembre 2008, annunciando gli attuali movimenti, i giovani di Atene e dei centri urbani si ribellano dopo l'assassinio di uno studente da parte della polizia, rivelando così la profondità del disagio sociale, ben prima dello scoppio della crisi del debito .
Gli eventi della scorsa settimana, soprattutto le grandi dimostrazioni di piazza del 15 giugno 2011, che hanno fatto vacillare il governo, si spiegano alla luce della concomitanza di due fenomeni. Da un lato, una mobilitazione sindacale classica che si conclude con uno sciopero generale del settore privato e il pubblico a seguito dell'appello di confederazioni sindacali burocratizzate ma ancora relativamente potenti. Certo, dopo il voto dal Parlamento, il 6 maggio 2010, del famoso "Memorandum" tra il governo greco, l'UE e il FMI, il paese ha vissuto almeno in 11 occasioni giornate simili, spesso con una significativa partecipazione ma con risultati del tutto inconsistenti. Se questa ultima giornata del 15 giugno è stato un successo impressionante (secondo fonti sindacali la partecipazione avrebbe oscillato, a seconda del settore, tra l'80 e il 100%), e le manifestazioni sono state tra le più imponenti mai vista, la ragione fondamentale va ricercata nell'entrata in campo, a partire dallo scorso 25 maggio, di un nuovo attore.
Quel giorno, a seguito di un appello su facebook, ispirato al movimento degli «indignati» in Spagna, decine di migliaia di persone affollano i luoghi principali del paese e rimangono lì fino al mattino. Una folla eterogenea, principalmente costituita da elettori delusi da entrambi i maggiori partiti (conservatore e socialista) che si alternano al potere da più di tre decenni, scendono per la prima volta per le strade a gridare la loro rabbia contro il governo e il sistema politico.
Le parole d'ordine si concentrano soprattutto contro il "Memorandum" al quale abbiamo qui sopra fatto riferimento, alla "troika" (UE, BCE, FMI) e alle misure di austerità da essa volute che, in meno di un anno, hanno ridotto di un quarto i salari e le pensioni (tradizionalmente i più bassi di tutta l'Europa occidentale, dopo il Portogallo), aumentato il tasso ufficiale di disoccupazione al 16,2% e portato alla bancarotta ospedali, università e servizi pubblici di base.
Poco seguito dai media internazionali, malgrado abbia dimensioni e radicamento sociale di gran lunga più significativi rispetto al suo "cugino" spagnolo, questo "movimento delle piazze", come si è autodefinito,è sicuramente assai diverso da tutte le altre precedenti forme di azione collettiva.
Da qui sono nati, probabilmente, alcuni malintesi: questo movimento non può in nessun modo essere, essenzialmente, ricondotto a una qualsivoglia forma di protesta morale. È invece indicativo di una profonda crisi di legittimità non solo del partito di governo, ma di tutto il sistema politico e dello Stato in quanto tale. Sventolando bandiere greche, a volte con l'aggiunta di quelle tunisine, spagnole e argentine, i " movimento delle piazze ", annuncia la propria secessione e dà sfogo alla sua rabbia di fronte alle revoca in atto del "contratto sociale" fondamentale tra lo stato e i cittadini. Come proclama il grande striscione che campeggia da diverse settimane nella piazza centrale di Atene, Syntagma, la "Piazza della Costituzione": "Non siamo indignati, siamo determinati".

giovedì 23 giugno 2011

WATER MAKES MONEY

Cuneo 22 giugno 2011 - dalla Conferenza stampa del
"Comitato Cuneese 2 Sì per l'Acqua Bene Comune"


Martedì 5 luglio presso il Centro di documentazione territoriale in Largo Barale 11 a Cuneo ci sarà la proiezione del film documentario "Water Makes Money - Come le multinazionali fanno profitti sull’acqua" che descrive come le multinazionali gestiscono il servizio pubblico della distribuzione dell’acqua esclusivamente in base ai profitti che ne possono ricavare. Fa vedere come sono aumentati artificialmente i prezzi del metro cubo, mentre gli investimenti per la manutenzione della rete sono diminuiti, il tutto per aumentare i profitti. In Francia, la polemica sulla privatizzazione dell’acqua ha già una lunga storia alle spalle e molti comuni, compresa Parigi, hanno deciso di rimunicipalizzare il servizio dopo anni di gestione privata. Per produrre il film, i registi hanno fatto appello alla generosità dei cittadini, raccogliendo soldi tramite un appello lanciato su internet. Hanno scelto questo modo originale perché nessuna TV era disposta ha finanziare un simile lavoro.

Questo documentario verrà poi riproposto in varie località del territorio provinciale perché è nostra intenzione mantenere i contatti con i cittadini e gli amministratori che abbiamo incontrato nei banchetti e nei dibattiti durante la campagna referendaria.

mercoledì 22 giugno 2011

Bari: La teoria degli opposti estremismi e il volontariato di facciata non ci appartengono.


casapound munnezza.jpg
Comunicato in merito all’aggressione neo fascista in piazza mercantile di sabato 18 giugno.
Se ancora non fosse chiaro a tutte e tutti l'aggressione fascista (da parte di alcuni militanti di Casapound) di sabato 18.06 in via Re Manfredi durante la notte bianca, nei confronti di una coppia di ragazzi, è stata resa possibile grazie al patrocinio dato dalle istituzioni (come sta avvenendo da tempo nei confronti di iniziative dall'associazione neo fascista Casapound Italia). In quest’ultimo caso è stato Mario Ferorelli - Presidente della IX Circoscrizione di Bari "San Nicola- Murat", a dare loro il permesso per poter tenere uno stand quella sera in piazza del Ferrarese.

Quanti ipocriti sul caso Narducci


Marco Travaglio interviene sul caso del pm di Calciopoli diivenuto assessore nella giunta De Magistris. Ed elenca tutti i magistrati impegnati in politica su cui il Pdl non dice nulla
Marco Travaglio
da l'Espresso
Dunque per il Pdl, per pezzi di Pd e di Fli, ma anche per il Csm e per l'Anm, è uno scandalo che il pm dell'Antimafia napoletana Giuseppe Narducci si metta in aspettativa e diventi assessore ai Diritti, sicurezza e trasparenza della nuova giunta De Magistris. Il vicecapo dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, seguito a ruota da Cicchitto e Gasparri, annuncia l'ennesima legge su misura, stavolta contra personam, per impedire che il caso abbia mai più a ripetersi. E va compreso: il Pdl, come sindaco di Napoli, aveva candidato un imputato per truffa e falso, Lettieri, sponsorizzato da un imputato per camorra, Cosentino.

Viva la rivoluzione araba!


Il documento finale del Forum internazionale di solidarietà che si è tenuto al Cairo il 5 giugno. Solidarietà alle rivolte, dalla Siria alla Libia, No all'attacco militare Nato, sostegno al popolo palestinese. Vai al video
In un periodo storico unico in cui stiamo assistendo alle prime rivoluzioni popolari del 21° secolo e alla loro esplosione in diversi paesi della regione araba, con un enorme impatto regionale ed internazionale, il Cairo ha ospitato il Forum di Solidarietà alle rivoluzioni arabe. Hanno partecipato diverse forze di sinistra, anticapitaliste e persone provenienti dal nord e sud di tutto il mondo.

Nasce Globalist, l'informazione a rete


E' stato presentato a Roma, con la presenza dei vari "soci", il nuovo progetto giornalistico diretto da Gianni e Antonio Cipriani. Un network di firme e siti diversi per una comunicazione in movimento
Una novità nel mondo editoriale che vede anche la partecipazione del Megafono quotidiano e di Edizioni Alegre. E' Globalist, il primo network di giornalisti indipendenti.
Si tratta di un progetto web dalle caratteristiche diverse da quelle che si sono avute finora: non solo, o non tanto, l'ennesimo giornale online ma un vero e proprio network di siti indipendenti e di blog di giornalisti. Firme come Ennio Remondino, celebre giornalista di guerra, il vicedirettore del Tg3, Onofrio Dispenza, il curatore di Hollywood Party, su Radio3 Antonio Crespi, il vignettista Caviglia , Enrico Fierro con Malitalia, la ex segretaria di Stampa Romana, Silvia Garambois, e molti altri in rappresentanza di tanti siti e blog: Il megafono quotidiano; Women in the city; Reportage italia; Il Salvagente; Primissima; Inviato speciale; Information safety freedom; Malaitalia; Ecumene24; Fuori riga; Nena-news; Arabismo; Area89; Mamma; Testimonianze; Musicalnews

Sciopero della fame per Bellomonte.


Ricomincia la protesta per la liberazione del ferroviere sardo in cella da 24 mesi per aver "complottato" contro il G8 della Maddalena con un modellino radiocomandato.
Fabrizio Ortu
Sono 11 i giorni di sciopero della fame a staffetta per chiedere la liberazione immediata di Bruno Bellomonte, il dirigente di a Manca pro s’Indipendentzia detenuto ingiustamente da ormai più di due anni nelle carceri italiane. Oggi si astengono dal cibo Gianluigi Deiana, Tina Ortu e Miriam Madau. Nei giorni scorsi hanno partecipato all’iniziativa una ventina di persone, con Sayli Vaturu (Walter Erriu) che non ha mangiato per nove giorni consecutivi.

Indignazione di massa


Il 19J ha mostrato l’ampliamento del movimento degli "indignados". Chi crede che il movimento sia formato solo da giovani, di attivisti … si sbaglia. Due anni e nove mesi di crisi, pesano. Non siamo davanti ad un fenomeno congiunturale o passeggero, bensì davanti alle prime scosse di un nuovo ciclo di mobilitazione
Esther Vivas
L’indignazione ha superato un’altra volta tutti i calcoli, conquistando massicciamente le strade, e mostrando la spaccatura aperta tra il malessere sociale e le politiche nelle istituzioni. Dal 15 Maggio al 19 Giugno, si sono accumulate forze e si sono intessute complicità, e non solo localmente, negli accampamenti e nei quartieri, ma in ampi settori sociali che si sono sentiti concordi con questa critica a tutta la classe politica, al sistema bancario e finanziario e a chi è responsabile della attuale crisi. Il lemma non "siamo merci nelle mani di politici e banchieri" sintetizza entrambe le domande

martedì 21 giugno 2011

L'incerto futuro di Roma.


Sarà presentato mercoledì 22 alle ore 18,30 presso l'ex Cinema Palazzo a San Lorenzo (Roma) il libro "Le mani sulla città" di Paolo Berdini e Daniele Nalbone. La speculazione a Roma e il futuro della città
Sarà presentato mercoledì a Roma (Ex Cinema Palazzo, Piazza dei Sanniti - S.Lorenzo) il libro "Le mani sulla città" di Paolo Berdini e Daniele Nalbone, che già prima di uscire ha fatto discutere con l'anticipazione di dagospia.com (http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-25314.htm) e l'interrogazione parlamentare prodotta sulla base dei contenuti del libro dall'on. Elio Lannutti dell'Idv (http://www.eliolannutti.it/blog/2011/05/alemanno-libro-le-mani-sulla-citta/).
Alla presentazione oltre agli autori parteciperanno il giornalista di Repubblica Corrado Zunino, il consigliere comunale di opposizione Andrea Alzetta e i movimenti contro le speculazioni a partire da Paolo Di Vetta di Roma bene comune fino agli interventi del Comitato No Masterplan di Tor Bella Monaca e dei comitati di Ostia e dell'Eur.
Cosa c'è dietro l'abbattimento di Tor Bella Monaca? Chi guadagnerà dalle speculazioni all'Eur? Chi sta spingendo per raddoppiare l'aereoporto Da Vinci e i porti di Fiumicino e Ostia? Il libro viaggia nella Roma vittima dei Grandi Eventi e di un diluvio di cemento che in questi anni ha imposto una nuova gigantesca creazione di periferie. Le città sono diventate i luoghi in cui il fiume di denaro virtuale creato dall'economia finanziaria si materializza con enormi speculazioni. Un'idea di città che ritroviamo nell'Amministrazione Alemanno - legata non solo ai poteri forti ma anche all'estremismo di destra - ma incubata anche nelle precedenti di centrosinistra le quali non hanno mai dato vita a un generale ripensamento. E a cui è urgente contrapporre l'idea della città come "bene comune".
Info Ufficio stampa Edizioni Alegre - Giulio Calella 3386034789

Il senso del Pd per il lavoro


La Conferenza nazionale sul lavoro chiusa da Bersani ripropone uno schema morbido di attacco alla precarietà che non fa tesoro del passato (vedi Teleperformance). E sui contratti si indebolisce la maggioranza dei lavoratori
Salvatore Cannavò
Nel vivo della polemica con Bossi e, causa Lega, anche con Vendola, i lavori della prima Conferenza nazionale per il lavoro, organizzata il 17 e 18 giugno a Genova dal Partito democratico sono passati in secondo piano. Eppure si è trattato di un passaggio importante per la marcia verso il governo impressa da Bersani al suo Pd, perché su quel tema - che tocca i rapporti con i sindacati, la Confindustria, la precarietà, le aspirazioni sociali - la prova di governo si rivela cruciale. Non è un caso che il documento finale sia stato votato all'unanimità, segno di un partito che, tornato a vincere, intende mettere da parte le polemiche e le divisioni e dimostrare di essere unito. Tranne il senatore Pietro Ichino, che non ha apprezzato le conclusioni - posizione che ha permesso al Corriere della Sera di lamentare il passaggio dalla visione "liberalsocialista" di Veltroni a quella "neolaburista" di Bersani - tutte le anime si sono quindi ritrovate attorno a un documento. Ma cosa dice il testo? E cosa, in particolare, sulla precarietà che è diventata ormai questione cruciale (insieme, va ricordato, alla questione dei contratti che anima lo scontro Fiat-Fiom)?

lunedì 20 giugno 2011

Egitto 2011 - La rivoluzione è possibile


domenica 19 giugno 2011

YEMEN, QAT E RIVOLUZIONE


Secondo alcuni il qat, storico "narcotico" della societa' yemenita, sarebbe un elemento positivo per la rivolta anti-Saleh. Ma le manifestazioni durano solo al mattino. Il pomeriggio tutti se ne vanno a casa. A masticare.

GIORGIA GRIFONI
Roma, 19 maggio 2011, Nena News (foto dal sito foreignpolicydigest.org) – “Il mangiatore di kat ha piacere di sentire i suoi compagni fare conversazione e si dà cura di contribuire a mantenere questa vivace: in questo modo le ore passano per lui rapide e gaie. Il kat produce un’eccitazione gaia, tiene lontano il bisogno del sonno, eleva l’energia nelle torride ore del giorno e durante le lunghe camminate e tiene lontane anche le sensazioni della fame. Così i corrieri e i guerrieri lo prendono per poter rimanere senza prendere cibo per vari giorni”. Questo è quanto riporta Louis Lewin,  il farmacologo tedesco famoso per aver analizzato gli effetti del peyote messicano, durante un viaggio in Somalia nel lontano 1928.

Indignazione precaria


Il 19 è la giornata europea dell'indignazione e a Montecitorio si danno appuntamento i precari: della scuola, della pubblica amministrazione e di altri posti di lavoro. Comincia una mobilitazione che culmina il 22 con la discussione sulla fiducia al governo
La migliore Italia scende in Piazza x l’Indignazione Precaria.

“Siamo la rete degli In*dipendenti precari per la PA che hanno contestato il Ministro Brunetta, la storia l’avete vista tutti, sul web ci sono centinaia di migliaia di contatti al video che testimonia come Brunetta insulti i precari… indicandoli come la parte peggiore dell’Italia.

venerdì 17 giugno 2011

Milano, la Palestina che non ti aspetti


Contro la kermesse politico-affaristica che vede Israele installata in piazza Duomo, crescono le iniziative per ricordare le vittime del conflitto. Sabato 18 manifestazione nazionale
Piero Maestri
da il manifesto
In questi giorni a Milano si sta svolgendo l'evento «Israele che non ti aspetti», una kermesse propagandistica organizzata dall'Ambasciata israeliana in collaborazione con gli enti locali lombardi, per raccontare «un Israele diverso da quello di Stato interessato da un conflitto».
Questa operazione - la prima del suo genere e che viene osservata con interesse dai siti filo-israeliani di tutto il mondo - ha un duplice significato: simbolico, affermando la «legittimità» dello Stato d'Israele di installarsi nel centro di Milano con i suoi moderni mezzi di propaganda, ma soprattutto concreto, perché il centro della kermesse è stato il Forum economico Italia-Israele che si è tenuto martedì scorso in piazza Affari a Milano, il giorno dopo il vertice Berlusconi-Netanyahu.

All'attacco di Brunetta!


Manuale di decodificazione di un attacco militare contro il ministro riconosciuto e sventato. Dal blog di San Precario
San Precario
Durante un convegno sull’innovazione un gruppo di sedicenti precari ha messo in moto un’azione da commando che possiede tutti i crismi di un’incursione militare anche se apparentemente, si badi bene, solo apparentemente, si è svolta in modo pacifico. Queste azioni alla West Point vengono dette incursioni pacifinte, sono vietate dalla convenzione di Ginevra, e vengono preparate meticolosamente nei campi di addestramento rom direttamente installati nelle periferie delle nostre città. Analizziamo l’azione.

"La piazza è nostra"


Il movimento degli "indignados" spagnoli verso la giornata nazionale del 19 giugno. Alla ricerca di nuove forme della politica e di una rivolta contro il sistema
Josep Maria Antentas
Esther Vivas
di Josep Maria Antentas e Esther Vivas
Sono già passate quasi quattro settimane. Quattro settimane che hanno cambiato il paesaggio politico dell’insieme dello Stato spagnolo con l’irruzione di un movimento che nessuno aspettava e che ha al suo attivo le vittorie politiche contro la Giunta elettorale prima e contro il tentativo di espulsione a Barcellona poi. E, soprattutto, l’aver posto fine alla rassegnata passività di fronte agli attacchi contro i diritti sociali.

Buonanotte Brunetta

Il ministro dell'Innovazione non si accorge del vento che è cambiato, si mette in mostra con la solita spavalderia e stavolta prende un ceffone mediatico al pari di quelli ricevuto da Silvio Berlusconi
Salvatore Cannavò
Capita anche ai migliori di prendere una “toppa”. E Brunetta è certamente uno dei migliori, per lo meno dal suo punto di vista. Volete mettere, cari precari, falliti della vita, il merito di chi si è fatto tutto da solo? Brunetta è il pistolero mai stanco che va in giro a caccia di ingiustizie ed è convinto di trovarle sempre dove si protesta, dove si reclamano diritti, che il ministro scambia costantemente per favori. “I giovani non trovano lavoro?” “Andassero a scaricare le cassette di frutta al mercato alle cinque del mattino” diceva l’altra sera a Otto e Mezzo. Perché lui, che è si è formato “nell’humus del proletariato veneziano”, le cassette di frutta da giovane non le scaricava ma in giro con il padre a vendere gondolette di plastica ci andava e se lo ricorda com’era essere figlio di ambulante “al liceo dei siori”.

giovedì 16 giugno 2011

GAZA, DUE MESI “CON” VITTORIO

Il quotidiano Il Manifesto ha appreso da fonti di Hamas che entro la fine di giugno sarà resa nota la relazione ufficiale delle autorità della Striscia sulle responsabilità dell’assassinio di Vik. Subito dopo comincerà il processo

DI MICHELE GIORGIO
Gaza, 15 giugno 2011, Nena News – «I bambini giocheranno in questi spazi, abbiamo ristrutturato il bagno e qui c’è la cucina». Saber Zanin si sposta rapido da una stanza all’altra del “Forsan al Ghad for Youth Association” di Beit Hanun. Poco prima aveva guidato una manifestazione di una trentina di palestinesi e volontari occidentali dell’International solidarity movement  (Ism) ai margini della «zona cuscinetto», le terre agricole più fertili di Gaza dove per «motivi di sicurezza» l’esercito israeliano non permette l’accesso ai palestinesi, neppure ai proprietari dei terreni.

E in Puglia i comitati pressano Vendola.


In Consiglio regionale la discussione sul Servizio idrico integrato. Il Forum "Acqua bene comune" denuncia giochetti e rinvii che giudica "inaccettabili"
Ieri, lunedì 13 giugno, l’esito del voto referendario segnava una svolta storica in questo Paese rispetto non solo al processo di privatizzazione ma anche al processo democratico e partecipativo.
Oggi, martedì 14 giugno - così come appreso esclusivamente dalla stampa - il Governo regionale della Puglia ha posto in discussione in Consiglio il Disegno di Legge sulla gestione del Servizio Idrico Integrato. Il testo portato in aula sulla “cosiddetta” ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese non è quello originario, scaturito dal tavolo tecnico congiunto fra Governo Regionale e Comitato Pugliese – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Il popolo dei disobbedienti


L'analisi di ilvo Diamanti sulle persone, i movimenti, gli strumenti che hanno portato alla vittoria del referendum. Germi di un cambiamento in corso
IL REFERENDUM è passato ma i suoi effetti - politici e sociali - dureranno a lungo. Perché il successo del referendum è, a sua volta, effetto di altri processi, maturati in ambito politico e sociale. E perché i referendum hanno sempre marcato le svolte della nostra storia repubblicana.

martedì 14 giugno 2011

Una grande vittoria: le nostre vite valgono davvero più dei loro profitti!!!


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Berlusconi si batte sui contenuti e con la radicalità. Viva i Comitati per l'acqua.
Comunicato di Flavia D'Angeli e Emilano Viti, esecutivo nazionale Sinistra Critica
E' una svolta storica, la fase di Berlusconi viene archiviata dal voto popolare e con lui, il campione del liberismo, viene battuta la politica delle privatizzazioni e del primato del mercato sul pubblico. Davvero, oggi, con il risultato referendario, in Italia si è stabilito che “le nostre vite valgono più dei loro profitti”. E' un passaggio di fase. Il berlusconismo viene sconfitto dalla partecipazione democratica e non a caso dal referendum, l'istituto che più di tutti declina una forma di democrazia diretta.

Referendum del 12 e 13 giugno: vince la democrazia!

Comunicato stampa Sinistra Critica Cuneo
La grande vittoria di Sì al referendum del 12 e 13 giugno rappresenta una svolta storica nella politica del nostro paese. La provincia di Cuneo, a cui va un ringraziamento sincero, ha partecipato attivamente al conseguimento di questo risultato dimostrando che questa è stata una vittoria dei comitati e dei cittadini che hanno promosso e sostenuto questo percorso.
Oggi, con il risultato referendario, in Italia si è stabilito che “le nostre vite valgono più dei loro profitti” e questo è stato possibile grazie al lavoro svolto proprio dai comitati che si sono impegnati quando erano ignorati dai maggiori partiti politici raccogliendo il più alto numero di firme mai ottenuto per una consultazione popolare e realizzando una campagna legata sempre e solo al contenuto e fuori da ogni logica politicista.
Questo referendum ci indica chiaramente una strada: un nuovo modo di fare politica è possibile solo dal basso coinvolgendo direttamente i territori. Attraverso questa strada si realizzano anche quell’unità e quella radicalità che tanto mancano alla sinistra italiana e che costituiscono la reale alternativa non solo a Berlusconi ma anche a tutte quelle forze che nel nostro paese sostengono politiche di privatizzazione e di devastazione ambientale.
Sinistra Critica ha sostenuto e continuerà a sostenere il lavoro del comitato cuneese due Sì per l’acqua bene comune e tutti coloro che a Cuneo e in Provincia vorranno costruire percorsi politici partecipati in difesa dei beni comuni.

Chiara Carratù per Sinistra Critica Cuneo
sinistracriticacuneo@gmail.com

lunedì 13 giugno 2011

Ha vinto un'altra politica.


Il successo del referendum chiude una fase, quella di Berlusconi e incrina le certezze del liberismo. "Le nostre vite" battono i "loro profitti". E apre la strada a una riflessione sulla democrazia diretta
Salvatore Cannavò
"L'uomo che ha fregato un intero paese", come lo ha definito l'Economist della scorsa settimana, è stato battuto. Nettamente e seccamente. Se per anni ci siamo sentiti ripetere che qualunque cosa facesse, aveva "la maggioranza del paese", ora è certo che quella maggioranza - tra l'altro avuta solo in Parlamento e mai, tranne che nel 2001, nel Paese - non c'è più. Berlusconi è finito, battuto, la sua epoca tramontata. Il vento, da questo punto di vista, è cambiato davvero. Aveva chiesto di "andare al mare" e circa il 57 per cento degli elettori, di tutti gli elettori si badi bene, gli ha disobbedito. Anzi, gli ha tirato contro una sonora pernacchia.

Risultati referendum

N.1 ACQUA PUBBLICA
Abrogazione dell'affidamento del servizio ad operatori privati.
Quorum raggiunto Affluenza: 57,02% Sezioni scrutinate: 60312 di 61599
SI
95,82%
NO
4,18%
N.2 ACQUA PUBBLICA
Abrogazione delle norme che stabi- liscono la determinazione della tariffa.
Quorum raggiunto Affluenza: 57,03% Sezioni scrutinate: 60160 di 61599
SI
96,30%
NO
3,70%
N.3 NUCLEARE
Abrogazione delle nuove norme sulla produzione di energia nucleare.
Quorum raggiunto Affluenza: 56,99% Sezioni scrutinate: 59663 di 61599
SI
94,72%
NO
5,28%
N.4 Legittimo Impedimento
Abrogazione della norma
Quorum raggiunto Affluenza: 56,98% Sezioni scrutinate: 59082 di 61599
SI
95,11%
NO
4,89%

domenica 12 giugno 2011

Risultati affluenza referendum alle 23,30 di Domenica 12

N.1 ACQUA PUBBLICA
Abrogazione dell'affidamento del servizio ad operatori privati.
Affluenza: 41,14% Enti pervenuti: 8090 di 8092
SI
0,00%
NO
0,00%
N.2 ACQUA PUBBLICA
Abrogazione delle norme che stabi- liscono la determinazione della tariffa.
Affluenza: 41,14% Enti pervenuti: 8090 di 8092
SI
0,00%
NO
0,00%
N.3 NUCLEARE
Abrogazione delle nuove norme sulla produzione di energia nucleare.
Affluenza: 41,11% Enti pervenuti: 8087 di 8092
SI
0,00%
NO
0,00%
N.4 Legittimo Impedimento
Abrogazione della norma
Affluenza: 41,10% Enti pervenuti: 8089 di 8092
SI
0,00%
NO
0,00%

Referendum: prima affluenza a 2 cifre

Dati Viminale su precedenti consultazioni, quorum sempre ok

12 giugno, 15:05
Referendum: prima affluenza a 2 cifre (ANSA) - ROMA, 12 GIU - Qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, gli archivi del Viminale dicono che quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne e' stata a due cifre, come oggi, si e' sempre raggiunto il quorum. Che si sia votato in un solo giorno o in 2, che si sia andati alle urne solo in Italia o che sia stata data opportunita' anche agli italiani all'estero, che la prima rilevazione sia stata fatta alle 11 o alle 12, il quorum e' stato sempre superato.

Vai a votare.Oggi puoi cambiare!


TURCHIA AL VOTO, LA TERZA VOLTA DI ERDOGAN

Oggi si vota per il rinnovo dei 550 seggi parlamentari. Con gli islamisti strafavoriti. Il Blocco per il lavoro, che riunisce gli indipendenti kurdi, sinistra e arabi, punta a portare in Parlamento una trentina di deputati


Roma, 12 giugno 2011, Nena News (nella foto il premier turco Erdogan) – Si vota oggi in Turchia per rinnovare il parlamento di 550 seggi. Tutti i sondaggi indicano che l’Akp, il Partito della giustizia e sviluppo, islamico moderato-conservatore e «centrista» (una sorta di Democrazia cristiana turca) guidato dal premier Recep Tayyp Erdogan, le vincerà a mani basse per la terza volta consecutiva dal 2003. Quella fu la prima volta in cui gli islamici riuscirono a sfondare il muro del rigido secolarismo vigente dalla fondazione della nuova Turchia da parte del padre della patria Kemal Ataturk, nel 1923.

YEMEN: ERA UN PAESE, ORA SONO DUE FORSE TRE


Il professor Glauco Maria Martufi traccia un quadro dello Yemen assai più complicato di quanto appaia sulla maggior parte dei media occidentali. E spiega perché per raccontare quel che succede ai giorni nostri bisogna guardare al passato, anche a quello meno recente.

DI GIORGIA GRIFONI
Roma, 11 giugno 2011, Nena News – C’era una volta un paese, nascosto tra il deserto dell’Arabia e le montagne, incastonato tra il Mar Rosso e  l’Oceano Indiano, che Pasolini descrisse come “il paese più bello del mondo”. Anticamente, era un luogo “felice” per via di tutte le ricchezze che vi transitavano. Ora si chiama Yemen, ed è insanguinato dalla guerra civile, dalle lotte tribali e, ogni tanto, dai droni americani a caccia dei miliziani di Al-Qaeda. C’era una volta un paese, ma ora sono due. O addirittura tre. E tutti e tre sono ben vigilati dall’ingombrante vicino settentrionale: l’Arabia Saudita.
Tra tutte le linee di frattura che attraversano questo paese, due sono quelle fondamentali per capirne gli assetti. In primis, la presenza degli zayditi, sciiti che risiedono nel nord dello Yemen, nella provincia di Saadah da centinaia di anni. Questa zona confina con l’Asir, provincia che l’Arabia Saudita ha strappato allo Yemen dopo una guerra di quasi 10 anni terminata nel 1934. I confini sono rimasti incerti fino al 2000, anno in cui i due paesi hanno firmato un accordo. Ed è anche la zona dove recentemente sono stati trovati dei giacimenti di petrolio.

L'uomo che fregò un intero paese


L'editoriale del settimanale inglese, The Economist, tradotto in italiano da PressEurope
www.presseurope.eu
In quasi vent'anni di carriera politica, Silvio Berlusconi è sopravvissuto a processi e scandali. Ma a preoccupare gli italiani dovrebbe essere piuttosto il suo totale disinteresse per i problemi economici e strutturali del paese, che continueranno a farsi sentire anche dopo la sua caduta.
Silvio Berlusconi ha ottimi motivi per sorridere. A 74 anni è alla guida di un impero mediatico che lo ha reso l'uomo più ricco d'Italia. Dal 1994 domina la scena politica dello stivale, ed è diventato il primo ministro più longevo dai tempi di Mussolini. È sopravvissuto a un numero impressionante di previsioni di una sua imminente caduta. Tuttavia, nonostante il suo successo personale, è stato un disastro come leader della nazione. In tre modi diversi.

A fianco del popolo siriano


L'insurrezione popolare in Siria - di fronte ad un potere massacratore - è decisiva per tutta la regione. La dittatura di Bachar al-Assad deve cadere. Il movimento di solidarietà in Egitto, in Libano, in Tunisia è molto importante ma è importante anche in Europa. Un appello del Mps svizzero
da www.mps-solidarieta.ch
La rivolta popolare continua in Siria da più di 11 settimane. Si è estesa, oggi, a tutto il paese. Le divisioni confessionali e/o comunitarie, distillate ormai da decenni dalla politica del regime, sono largamente superate da un sentimento di solidarietà nazionale (uno slogan si afferma: "Il popolo siriano è unito"), dall'odio verso la dittatura del clan Assad, dalla sua diffusissima corruzione, dal risentimento, dal dolore e dalla ribellione verso una repressione senza limiti; infine da una determinazione basata sul desiderio di conquista della dignità e dei diritti democratici e sociali.

Non toccate l'acqua


Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Daniel Tanuro, autore de "L’impossibile capitalismo verde", in Italia alla vigilia della due giorni elettorale, intervistato da Lettera43
Ferdinando Cutugno
da Lettera43.it
Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Sempre più intellettuali ed economisti guardano a questo voto come a una frontiera nei rapporti tra pubblico e privato nella gestione delle risorse naturali. Uno di questi è il belga Daniel Tanuro, autore di L’impossibile capitalismo verde (Edizioni Alegre, 221 pagine, 16 euro), sbarcato in Italia alla vigilia della due giorni elettorale per portare una serie di esperienze a sostegno di una gestione interamente pubblica dell’acqua. Lettera43.it l’ha intervistato per conoscere il suo punto di vista sulla questione.
DOMANDA. Tanuro, ammettiamo che vinca il «no» nei due quesiti sull'acqua: che cosa devono temere i cittadini?

sabato 11 giugno 2011

Elezioni in Turchia: la mobilitazione curda


Domenica 12 giugno ci saranno le elezioni politiche in Turchia. La società civile curda ha avviato una campagna di azioni pacifiche di disobbedienza civile, la risposta dello stato turco è stata una campagna di terrore da stato di polizia
Valentina Quaresima
Il 12 giugno 2011 si terranno le elezioni politiche in Turchia.
Il partito kurdo BDP (Partito della Pace e della Democrazia) si presenterà con il blocco “Lavoro, Democrazia e Libertà”, una formazione di 64 candidati indipendenti che riunisce diverse voci della società civile kurda e turca. “Porteremo la voce dei cittadini turchi, kurdi, arabi, cristiani, assiri e aleviti al Parlamento” ha dichiarato il candidato indipendente Ertugrul Kürkcü. “Saremo il pugno degli operai oppressi e sfruttati. Noi rappresentiamo le componenti reali dei popoli della Turchia”.
Dall’Europa partirà una delegazione di 150 rappresentanti della società civile – 10 dall’Italia tra cui anche giornalisti - per vigilare sul corretto svolgimento del processo elettorale.

Una rivoluzione non interrotta

Di ritorno dall'Egito e dal Forum di solidarietà alle rivolte arabe. A quattro mesi dall’11 febbraio, giorno delle dimissioni di Mubarak, la Rivoluzione egiziana continua il suo percorso pieno di insidie
Angelo Cardone, Gianni
De Giglio, Elisa Scardaccione
di ritorno dal Cairo
Trascorrere qualche giorno nella calda e caotica Cairo ti permette di respirare la soddisfazione e la diffusa consapevolezza di essersi liberati dal “faraone” Mubarak. I giornali egiziani in lingua inglese riportano in prima pagina la cronaca di diverse mobilitazioni e proteste dislocate in vari punti della città. “Appoint us or kill us”: è lo slogan che per due giorni consecutivi, davanti alla sede del Quartier generale dell’Esercito, migliaia di persone hanno gridato per rivendicare lavoro per i 3,1 milioni di disoccupati egiziani, 800.000 in più rispetto all’ultimo trimestre del 2010. “Egiptian dignity”: è quello di altre migliaia di giovani che hanno protestato fuori dal palazzo del Consiglio supremo delle Forze Armate, al quale Mubarak ha ceduto il potere, perché gli hanno impedito di tenere un’assemblea promossa dal “Movimento giovanile Rivoluzionario”.

giovedì 9 giugno 2011

L'acqua se non la difendi, la paghi cara!


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

mercoledì 8 giugno 2011

AREE VERDI PALESTINESI, OLTRE IL 70%COMPROMESSE


In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, l'ufficio statistiche palestinese lancia l'allarme: oltre il 70% delle foreste, in Cisgiordania come a Gaza, sono aree compromesse. Lo si deve in gran parte all'occupazione israeliana e alle politiche di confisca della terra.


DI BARBARA ANTONELLI
Ramallah, 08 Giugno 2011, Nena News -  Un nuovo documento presentato domenica dall’Ufficio Statistiche centrali palestinese (PCBS) in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, mette in luce come il 70,7 % delle aree verdi del territorio palestinese, in Cisgiordania come a Gaza, siano aree fortemente danneggiate e compromesse.

ANP: SI ALLONTANA IL GOVERNO HAMAS-FATAH?


Doveva essere annunciato nei prossimi giorni ma l’esecutivo tecnico frutto dell’accordo di riconciliazione del 4 maggio tra le due principali organizzazioni politiche palestinesi non è a portata di mano.

Gerusalemme, 08 giugno 2011, Nena News – E’ passato oltre un mese dalla stretta di mano al Cairo tra il presidente dell’Anp e leader di Fatah, Abu Mazen, e il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal. Ma all’orizzonte non si scorge ancora quel governo tecnico, di unità nazionale, che dovrebbe sancire in via definitiva la riconciliazione tra i due principali movimenti politici palestinesi e gettare le basi per una piattaforma nazionale.

l progetto di Vendola: un nuovo soggetto con il Pd


In un'intervista al Corriere, il presidente pugliese precisa la sua prospettiva: una "cosa" nuova con Pd, e forse Idv, in grado di parlare al centro. E "benedice" Tabacci assessore di Pisapia
Nichi Vendola, dopo la vittoria del centrosinistra alle amministrative, spiega chiaramente quale sia il suo progetto politico. Lo fa con un'intervista al Corriere della Sera che riproduciamo integralmente per la sua chiarezza e onestà. Non si tratta, dice il presidente della Puglia, di rioccupare lo spazio che fu della sinistra radicale ma di rifare una grande e unitaria "sinistra" con il Pd, e forse anche con Di Pietro, fuori dalle logiche e dai recinti dei vecchi partiti. Prodi lo chiamerebbe Ulivo, oggi non sappiamo. E' un progetto esplicito, coerente e per certi versi può anche essere vincente. Prendiamo atto che un altro equivoco si è dissolto, quello di un'altra sinistra, a sinistra del Pd, in grado di immaginare una prospettiva politica alternativa. Questa sinistra, se esiste, si immagina interna al processo dello stesso Pd - quello di D'Alema, Veltroni, delle banche, cooperative, delle privatizzazioni, delle guerre "umanitarie", e via dicendo - per contendersi una possibile leadership. E si immagina talmente interna che rilancia l'apertura ai "centristi" a partire dal benestare alla candidatura di Bruno Tabacci ad assessore al Bilancio nella giunta che sta per comporre Giuliano Pisapia. Auguri

Le mani su Roma.

Da oggi è il libreria "Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita" Di Daniele Nalbone e Paolo Berdini che verrà presentato il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. L'intervista a Nalbone pubblicata su Paese Sera online
Rocco Bellantone
da Paese Sera
Da oggi è il libreria un volume intitolato Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita, che verrà presentato ufficialmente il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. Lo sviluppo al contrario di Roma negli ultimi dieci anni nelle parole di uno dei due autori, Daniele Nalbone
Il coraggio di raccontare Roma per quella che è realmente diventata nell’ultimo decennio. A tradurlo nero su bianco in un volume, da oggi in uscita nelle librerie, sono Paolo Berdini, docente di Urbanistica all’Università di Roma Tor Vergata e collaboratore de il manifesto e Il Fatto quotidiano, e Daniele Nelbone, giornalista di Liberazione.

martedì 7 giugno 2011

REFERENDUM - CISNETTO&CO I tifosi del “No” fanno le vittime.


   Sono pochi e sulla difensiva. I sostenitori del “no” al referendum sull’acqua si ritrovano a Roma, nel minuscolo auditorium sotto l’Ara Pacis, per difendere le proprie ragioni. Padrone di casa il giornalista e organizzatore di eventi Enrico Cisnetto, che inserisce la campagna anti-referendaria nella cornice di Roma Incontra (una manifestazione patrocinata dal Comune e dal sindaco Gianni Alemanno). Sale sul palco e denuncia “insulti o comunque atteggiamenti verbalmente violenti”. La linea Cisnetto è chiara: di referendum in Italia ce ne sono stati tanti, con il quorum pochi, quindi meglio non andare a votare che votare no. La pensa diversamente l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, “potrei votare due no sull’acqua”, perché, spiega, se si elimina la remunerazione del capitale investito ci saranno meno investimenti sulle reti e cancellare l’obbligo di fare gare consentirà comunque ai Comuni che ne hanno bisogno di farle. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, invece tifa per il flop perché “io non credo nell’istituto referendario”, Ci sono pure soggetti direttamente coinvolti, come l’amministratore delegato dell’Acea Marco Staderini. Omaggio ai partecipanti: un libro sul valore dell’acqua con prefazione di Matteo Renzi. Ma il pubblico è fatto soltanto da giornalisti e staff dell’evento. 
Articolo tratto da Il Fatto Quotidiano, 07 giugno 2011, 

Ballarò e Annozero non invitano il comitato Acqua.


Tutti nel centrosinistra, dal Pd alle trasmissioni antiberlusconiane, sembrano per fortuna esser saliti nel carro del referendum. Ma come dimostrano Ballarò e Anno Zero, si dimenticano dei veri protagonisti: i comitati di base
Marco Bersani
Cara redazione di Ballarò / Annozero,
sembrate appartenere alla libera informazione, ma intanto Vespa è stato l'unico conduttore di talk show che si è comportato correttamente con il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua.
Non avete capito nulla di quello che sta succedendo in questo Paese.
Pensate che il grande risultato delle elezioni amministrative sia la spinta per i referendum e invece è stata la spinta dei referendum (1,4 milioni di firme per l'acqua, do you remember?) a produrre il grande risultato delle elezioni amministrative.
Continuate a pensare che il Paese sia diviso tra il tiranno e l'opposizipne di centro-sinistra e non avete capito che c'è una società dal basso che vuole cacciare Berlusconi, ma che al contempo non ne può più di un centro-sinistra politicista e liberista.

Intimidazione contro i "No Inc" di Albano


Tre attivisti del coordinamento contro l'inceneritore ai Castelli romani sono stati perquisiti dalla digos nelle proprie abitazioni con accuse infondate. Un tentativo di intimidazione contro i movimenti ambientalisti a pochi giorni dal referendum e dalla manifestazione del 18 ad Albano
Marco Santopadre
(Radio città aperta)
“Stamattina è scattato un blitz della Digos e della Questura nei confronti di 3 attivisti del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano” – raccontava ieri a fine mattinata dai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, del Coordinamento No Inc dei Castelli Romani.
“Alle cinque e mezza del mattino, quando gli agenti si sono presentati a casa dei tre compagni per effettuare le perquisizioni, l’accusa nei nostri confronti era di aver danneggiato e manomesso in passato alcuni automezzi che la Pontina Ambiente srl utilizzava per allargare la discarica di Roncigliano.

L'editoriale "incendiario" di Pierluigi Battista


Lunedì 6 giugno Battista sul Corriere della sera ha attaccato pesantemente la manifestazione che domenica contesterà la kermesse del Governo israeliano a Milano. Pubblichiamo la lettera di risposta degli organizzatori
Sul Corriere di lunedì 6 giugno Pierluigi Battista ci fa l’onore di parlare delle iniziative che si terranno a Milano contro l’annunciata Kermesse “l’Israele che non vi aspettate”, organizzata dall’Ambasciata israeliana in Italia.
Non ci sorprende lo zelo di Battista, che per l’ennesima volta fa sua l’equazione antisionismo uguale antisemitismo, equazione scorretta sul piano storico (il sionismo è un movimento politico sorto in una parte del mondo ebraico e che ha portato alla nascita dello Stato d’Israele attraverso l’espulsione degli abitanti palestinesi e la colonizzazione dei territori occupati) e politico (sarebbe come dire che siccome Battista è un anticomunista automaticamente è un fascista...).

lunedì 6 giugno 2011

La solita Bomba(ssei) di Confindustria...

Da:USB

06/06/2011
In Italia ci sono 4,5 milioni di imprese, in cui lavorano 17,5 milioni di persone.
Le imprese con meno di dieci addetti sono 4,3 milioni, vale a dire il 95% dell’intero sistema e danno lavoro a quasi il 50% di tutti gli addetti (oltre 8 milioni di persone), questo dice l’Istat.
Tra i 10 e i 249 dipendenti vi sono 225 mila imprese, in queste lavorano  quasi 6 milioni di persone.
Da ultimo le imprese con oltre 250 addetti sono solo 3.718 e danno lavoro a oltre 3,5 milioni di persone. Sopra i 50 dipendenti vi sono in tutto poco più di 25mila imprese, che danno lavoro a 5,7 milioni di persone.
Ora con  questi numeri impressionanti, che svelano come il nostro sia un paese di piccole e piccolissime imprese, qualcuno continua  a sostenere l’esigenza di chiudere con l’esperienza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di convertirsi rapidamente al contratto aziendale.

PALESTINESI, PROVE DI UNITÀ ASPETTANDO SETTEMBRE.


Ad una recente conferenza le componenti politiche palestinesi si sono trovate d'accordo sull'importanza di una strategia unitaria, alternativa al processo di pace fallito. Per evitare di ricadere nella trappola di negoziati inconsistenti.

DI IKA DANO
Betlemme (Cisgiordania), 06 giugno 2011, Nena News. Falliti i negoziati diretti dopo il rifiuto di Israele di prolungare il congelamento delle colonie lo scorso settembre, il presidente Abu Mazen ha prospettato il riconoscimento dello Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre. Uno stato che rischierebbe di essere frammentato non solo geograficamente, ma anche politicamente. L’accordo di riconciliazione nazionale firmato da Fatah e Hamas il mese scorso al Cairo apre la strada per l’unità nazionale. Senza un reale processo di ristrutturazione politica e strategica, il suo significato potrebbe rimanere puramente simbolico.

EGITTO: IN MEMORIA DI KHALED SAID


Un anno fa veniva ucciso dalla polizia di Mubarak il giovane blogger Khaled Said. Anche la sua tragica fine ha contribuito ad aprire la strada alla "rivoluzione del 25 gennaio".

DI AZZURRA MERINGOLO
Roma, 06 giugno 2011, Nena News -  Nessun volto di leader politici sventolava sulle bandiere nei dintorni di piazza Tahrir, la roccaforte della rivoluzione egiziana scoppiata il 25 gennaio scorso. Nessun viso di un possibile successore del raís Hosni Mubarak. A vedersi tra le folle era solo l’immagine di un volto di giovane dai capelli corti e gli occhi sorridenti: Khaled Said.
Proveniente da Alessandria, Khaled, 28 anni, era uno dei tanti attivisti della sfera virtuale che è stato fermato dalla polizia sulla Corniche della sua città, proprio mentre usciva da un internet caffè. I due agenti gli hanno chiesto i documenti, Khaled, reputando che la polizia non aveva alcun diritto di fermare arbitrariamente un cittadino per strada e chiedergli i documenti, si è rifiutato di mostrarli.  Questo ha condotto a una colluttazione violenta nella quale il giovane è stato spinto su una lastra di marmo, dove la sua testa si é spaccata. Era il 6 giugno scorso e Khaled Said, colpevole di essersi opposto alla legge di emergenza che assegna alle forze di sicurezza poteri speciali, ha perso la vita.

L'impresa pigliatutto!

Confindustria propone ai sindacati il "contratto di prossimità", un modo elegante per ritagliare i rapporti di lavoro su misura delle singole imprese

Marco Bertorello
La Confindustria lamenta il suo isolamento nel campo riformatore e cerca interlocutori per soddisfare le sue ambizioni di cambiamento. Ma nessuno appare come soggetto credibile: il governo e la maggioranza parlamentare sono impegnati quasi a tempo pieno a difendere le magagne del loro padrone, i partiti sono litigiosi e inconcludenti, i sindacati divisi e incapaci di disinnescare una volta per tutte il malcontento. In questo panorama solo l'impresa mostra idee chiare e una compagine adeguatamente rappresentativa in grado di perseguire i propri interessi. Ecco allora che i Think tank (letteralmente serbatoio di idee, ma la definizione gioca su un secondo significato del termine tank, carro armato), che ruotano intorno alla cultura d'impresa avanzano un modello di funzionamento per le relazioni industriali e dunque, nonostante tutta la retorica sul postindustriale e sull'immateriale, un modello concreto di società.

domenica 5 giugno 2011

GOLAN: ISRAELE SPARA, 13 PALESTINESI UCCISI

Manifestazioni dei rifugiati in commemorazione della Naksa in Cisgiordania e nel Golan occupato. Israele risponde facendo fuoco. Sarebbero 225 i feriti al confine con la Siria, 50 a Qalandiyah. A Gaza, Hamas blocca la protesta: una decina gli arrestati

DI EMMA MANCINI
Betlemme (Cisgiordania), 05 giugno 2011, Nena News (nella foto, i dimostranti portano un ferito durante gli scontri sulle Alture) – L’esercito israeliano spara contro i profughi palestinesi al confine con la Siria: sarebbero almeno 13 i palestinesi uccisi e 225 i feriti nel giorno della commemorazione del 44° anniversario della Naksa, l’espulsione di migliaia di palestinesi al termine della Guerra dei Sei Giorni del 1967.
Dopo le decine di morti e feriti dello scorso 15 maggio, in molti si attendevano duri scontri tra le forze di sicurezza israeliane e i manifestanti palestinesi. Le marce per il diritto al ritorno dei profughi si sono tenute in tutta la Cisgiordania e a Nord dello Stato d’Israele, dove la violenza dell’esercito israeliano ha spento nel sangue la rabbia dei rifugiati.

BASSEM TAMIMI, AL VIA IL PROCESSO OGGI A OFER


Il coordinatore del comitato popolare palestinese del villaggio di Nabi Saleh, arrestato dall'esercito israeliano a gennaio poche ore prima di un incontro ufficiale con diplomatici europei, appare oggi davanti alla corte militare di Ofer. Dopo oltre due mesi di detenzione amministrativa.

Ramallah, 05 giugno 2011 – Nena News – foto Oen Ziv, Activestill- Inizia oggi, domenica, il processo dell’attivista palestinese Bassem Tamimi, coordinatore, dal 2009,  delle proteste del venerdì nel villaggio della Cisgiordania di Nabi Saleh.
Bassem, che ha già trascorso oltre due mesi nelle carceri israeliane, apparirà davanti alla corte militare della prigione di Ofer (che si trova su territorio occupato palestinese) per difendersi dalle accuse di “incitamento al lancio di pietre, organizzazioni di manifestazioni illegali, aver disobbedito alla richiesta dell’autorità israeliana di presentarsi agli interrogatori, e infine di aver ostruito la giustizia, fornendo ai giovani palestinesi del villaggio indicazioni utili su come comportarsi in caso di arresto”.

sabato 4 giugno 2011

giovedì 2 giugno 2011

Nucleare: sì a referendum. Il 12 e 13 giugno mettiamo 4 SI'!

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La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno il quesito sul nucleare farà parte della tornata referendaria.
Il primo si' al referendum sul nucleare arriva dunque dalla Corte di Cassazione, che sanziona: vale la richiesta di abrogazione, ma rivolta al testo del decreto omnibus appena uscito dalle Camere, quello che modificava per un certo tempo la normativa vigente. Verranno quindi stampate nuove schede per una consultazione. Finisce male il tentativo del governo di eliminare quello che è forse il quesito piu' sentito dagli italiani, nella speranza che il quorum non venga raggiunto e che falliscano i referendum, per evitare, soprattutto, il quesito che piu' spaventa Berlusconi: quello sul legittimo impedimento. Lo sgambetto alla consultazione diretta non ha funzionato, rimane il rischio che la scarsa o nulla informazione sui referendum possa condizionare la presenza alle urne. E' sempre piu' importante quindi che tutti i singoli e le realtà politiche e sociali si mobilitino in prima persona per dare visibilità ai referendum sul nucleare, sul legittimo impedimento e sull'acqua pubblica, come da mesi stanno facendo i varii comitati e coordinamenti in difesa dei beni comuni di cui anche Sinistra Critica fa parte.
Sinistra Critica invita tutti e tutte il 12 e 13 giugno a recarsi ai seggi per votare 4 volte SI'!

Una catastrofe diluita nel tempo

Dal lungo ciclo del carbonio all'effetto serra, un pianeta sull'orlo del baratro. La puntuale elaborazione delle ricette proposte per risolvere la crisi ambientale nel libro L'impossibile capitalismo verde

Guglielmo Ragozzino
(da il manifesto)
Un primo capitolo del libro di Daniel Tanuro L'impossibile capitalismo verde (Edizioni Alegre, pp. 221, euro 16) parla dei cicli del carbonio. È un avvio insolito. La discussione ambientale comincia di solito un po' più avanti. Si dà per scontato l'effetto serra, cioè il riscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacci con conseguente innalzamento del livello del mare, e la discussione verte sulle cause del cambiamento climatico. Per la maggioranza schiacciante degli scienziati, dei tecnici, degli esperti di meteorologia esso è dovuto all'immissione di carbonio in atmosfera, connessa alle attività umane. Per una minoranza irriducibile è dovuto invece a cause naturali, all'essere pervenuti a una delle fasi di cambiamento epocale non infrequenti nella lunga vicenda della Terra. Alla discussione sul legame tra carbonio - in particolare anidride carbonica, CO2 e metano CH4 - ed effetto serra, si partecipa sempre meno cercando di spiegare di che si tratta: quale sia il ciclo del carbonio, come rientri nella vita del pianeta e come le attività umane utilizzanti energie fossili possano sconvolgere la natura.

mercoledì 1 giugno 2011

COME VOTARE AL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12-13 GIUGNO 2011




















Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte primaria del diritto che vincola i legislatori (chi poi fa le leggi) al rispetto della volontà sovrana del popolo.

Il referendum previsto per Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno 2001 è di tipo ABROGATIVO e si svilupperà in 4 domande (quesiti) riguardanti 3 diversi temi:

■QUESITO N. 1: Acqua Pubblica (primo quesito,scheda ROSSA)

■QUESITO N. 2: Acqua Pubblica (secondo quesito,scheda GIALLA)

■QUESITO N. 3: Energia Nucleare (sceda GRIGIA)

■QUESITO N. 4: Legittimo impedimento(scheda VERDE)

Come funziona il referendum abrogativo?