domenica 12 giugno 2011

Non toccate l'acqua


Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Daniel Tanuro, autore de "L’impossibile capitalismo verde", in Italia alla vigilia della due giorni elettorale, intervistato da Lettera43
Ferdinando Cutugno
da Lettera43.it
Il referendum italiano sull’acqua non è più solo un problema italiano. Comunque vada, infatti, il risultato avrà un’eco globale. Sempre più intellettuali ed economisti guardano a questo voto come a una frontiera nei rapporti tra pubblico e privato nella gestione delle risorse naturali. Uno di questi è il belga Daniel Tanuro, autore di L’impossibile capitalismo verde (Edizioni Alegre, 221 pagine, 16 euro), sbarcato in Italia alla vigilia della due giorni elettorale per portare una serie di esperienze a sostegno di una gestione interamente pubblica dell’acqua. Lettera43.it l’ha intervistato per conoscere il suo punto di vista sulla questione.
DOMANDA. Tanuro, ammettiamo che vinca il «no» nei due quesiti sull'acqua: che cosa devono temere i cittadini?

sabato 11 giugno 2011

Elezioni in Turchia: la mobilitazione curda


Domenica 12 giugno ci saranno le elezioni politiche in Turchia. La società civile curda ha avviato una campagna di azioni pacifiche di disobbedienza civile, la risposta dello stato turco è stata una campagna di terrore da stato di polizia
Valentina Quaresima
Il 12 giugno 2011 si terranno le elezioni politiche in Turchia.
Il partito kurdo BDP (Partito della Pace e della Democrazia) si presenterà con il blocco “Lavoro, Democrazia e Libertà”, una formazione di 64 candidati indipendenti che riunisce diverse voci della società civile kurda e turca. “Porteremo la voce dei cittadini turchi, kurdi, arabi, cristiani, assiri e aleviti al Parlamento” ha dichiarato il candidato indipendente Ertugrul Kürkcü. “Saremo il pugno degli operai oppressi e sfruttati. Noi rappresentiamo le componenti reali dei popoli della Turchia”.
Dall’Europa partirà una delegazione di 150 rappresentanti della società civile – 10 dall’Italia tra cui anche giornalisti - per vigilare sul corretto svolgimento del processo elettorale.

Una rivoluzione non interrotta

Di ritorno dall'Egito e dal Forum di solidarietà alle rivolte arabe. A quattro mesi dall’11 febbraio, giorno delle dimissioni di Mubarak, la Rivoluzione egiziana continua il suo percorso pieno di insidie
Angelo Cardone, Gianni
De Giglio, Elisa Scardaccione
di ritorno dal Cairo
Trascorrere qualche giorno nella calda e caotica Cairo ti permette di respirare la soddisfazione e la diffusa consapevolezza di essersi liberati dal “faraone” Mubarak. I giornali egiziani in lingua inglese riportano in prima pagina la cronaca di diverse mobilitazioni e proteste dislocate in vari punti della città. “Appoint us or kill us”: è lo slogan che per due giorni consecutivi, davanti alla sede del Quartier generale dell’Esercito, migliaia di persone hanno gridato per rivendicare lavoro per i 3,1 milioni di disoccupati egiziani, 800.000 in più rispetto all’ultimo trimestre del 2010. “Egiptian dignity”: è quello di altre migliaia di giovani che hanno protestato fuori dal palazzo del Consiglio supremo delle Forze Armate, al quale Mubarak ha ceduto il potere, perché gli hanno impedito di tenere un’assemblea promossa dal “Movimento giovanile Rivoluzionario”.

giovedì 9 giugno 2011

L'acqua se non la difendi, la paghi cara!


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

mercoledì 8 giugno 2011

AREE VERDI PALESTINESI, OLTRE IL 70%COMPROMESSE


In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, l'ufficio statistiche palestinese lancia l'allarme: oltre il 70% delle foreste, in Cisgiordania come a Gaza, sono aree compromesse. Lo si deve in gran parte all'occupazione israeliana e alle politiche di confisca della terra.


DI BARBARA ANTONELLI
Ramallah, 08 Giugno 2011, Nena News -  Un nuovo documento presentato domenica dall’Ufficio Statistiche centrali palestinese (PCBS) in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, mette in luce come il 70,7 % delle aree verdi del territorio palestinese, in Cisgiordania come a Gaza, siano aree fortemente danneggiate e compromesse.

ANP: SI ALLONTANA IL GOVERNO HAMAS-FATAH?


Doveva essere annunciato nei prossimi giorni ma l’esecutivo tecnico frutto dell’accordo di riconciliazione del 4 maggio tra le due principali organizzazioni politiche palestinesi non è a portata di mano.

Gerusalemme, 08 giugno 2011, Nena News – E’ passato oltre un mese dalla stretta di mano al Cairo tra il presidente dell’Anp e leader di Fatah, Abu Mazen, e il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Mashaal. Ma all’orizzonte non si scorge ancora quel governo tecnico, di unità nazionale, che dovrebbe sancire in via definitiva la riconciliazione tra i due principali movimenti politici palestinesi e gettare le basi per una piattaforma nazionale.

l progetto di Vendola: un nuovo soggetto con il Pd


In un'intervista al Corriere, il presidente pugliese precisa la sua prospettiva: una "cosa" nuova con Pd, e forse Idv, in grado di parlare al centro. E "benedice" Tabacci assessore di Pisapia
Nichi Vendola, dopo la vittoria del centrosinistra alle amministrative, spiega chiaramente quale sia il suo progetto politico. Lo fa con un'intervista al Corriere della Sera che riproduciamo integralmente per la sua chiarezza e onestà. Non si tratta, dice il presidente della Puglia, di rioccupare lo spazio che fu della sinistra radicale ma di rifare una grande e unitaria "sinistra" con il Pd, e forse anche con Di Pietro, fuori dalle logiche e dai recinti dei vecchi partiti. Prodi lo chiamerebbe Ulivo, oggi non sappiamo. E' un progetto esplicito, coerente e per certi versi può anche essere vincente. Prendiamo atto che un altro equivoco si è dissolto, quello di un'altra sinistra, a sinistra del Pd, in grado di immaginare una prospettiva politica alternativa. Questa sinistra, se esiste, si immagina interna al processo dello stesso Pd - quello di D'Alema, Veltroni, delle banche, cooperative, delle privatizzazioni, delle guerre "umanitarie", e via dicendo - per contendersi una possibile leadership. E si immagina talmente interna che rilancia l'apertura ai "centristi" a partire dal benestare alla candidatura di Bruno Tabacci ad assessore al Bilancio nella giunta che sta per comporre Giuliano Pisapia. Auguri

Le mani su Roma.

Da oggi è il libreria "Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita" Di Daniele Nalbone e Paolo Berdini che verrà presentato il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. L'intervista a Nalbone pubblicata su Paese Sera online
Rocco Bellantone
da Paese Sera
Da oggi è il libreria un volume intitolato Le mani sulla città. Da Veltroni ad Alemanno storia di una capitale in vendita, che verrà presentato ufficialmente il prossimo 22 giugno al Cinema Palazzo a San Lorenzo. Lo sviluppo al contrario di Roma negli ultimi dieci anni nelle parole di uno dei due autori, Daniele Nalbone
Il coraggio di raccontare Roma per quella che è realmente diventata nell’ultimo decennio. A tradurlo nero su bianco in un volume, da oggi in uscita nelle librerie, sono Paolo Berdini, docente di Urbanistica all’Università di Roma Tor Vergata e collaboratore de il manifesto e Il Fatto quotidiano, e Daniele Nelbone, giornalista di Liberazione.

martedì 7 giugno 2011

REFERENDUM - CISNETTO&CO I tifosi del “No” fanno le vittime.


   Sono pochi e sulla difensiva. I sostenitori del “no” al referendum sull’acqua si ritrovano a Roma, nel minuscolo auditorium sotto l’Ara Pacis, per difendere le proprie ragioni. Padrone di casa il giornalista e organizzatore di eventi Enrico Cisnetto, che inserisce la campagna anti-referendaria nella cornice di Roma Incontra (una manifestazione patrocinata dal Comune e dal sindaco Gianni Alemanno). Sale sul palco e denuncia “insulti o comunque atteggiamenti verbalmente violenti”. La linea Cisnetto è chiara: di referendum in Italia ce ne sono stati tanti, con il quorum pochi, quindi meglio non andare a votare che votare no. La pensa diversamente l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino, “potrei votare due no sull’acqua”, perché, spiega, se si elimina la remunerazione del capitale investito ci saranno meno investimenti sulle reti e cancellare l’obbligo di fare gare consentirà comunque ai Comuni che ne hanno bisogno di farle. Raffaele Bonanni, leader della Cisl, invece tifa per il flop perché “io non credo nell’istituto referendario”, Ci sono pure soggetti direttamente coinvolti, come l’amministratore delegato dell’Acea Marco Staderini. Omaggio ai partecipanti: un libro sul valore dell’acqua con prefazione di Matteo Renzi. Ma il pubblico è fatto soltanto da giornalisti e staff dell’evento. 
Articolo tratto da Il Fatto Quotidiano, 07 giugno 2011, 

Ballarò e Annozero non invitano il comitato Acqua.


Tutti nel centrosinistra, dal Pd alle trasmissioni antiberlusconiane, sembrano per fortuna esser saliti nel carro del referendum. Ma come dimostrano Ballarò e Anno Zero, si dimenticano dei veri protagonisti: i comitati di base
Marco Bersani
Cara redazione di Ballarò / Annozero,
sembrate appartenere alla libera informazione, ma intanto Vespa è stato l'unico conduttore di talk show che si è comportato correttamente con il Comitato Promotore dei referendum per l'acqua.
Non avete capito nulla di quello che sta succedendo in questo Paese.
Pensate che il grande risultato delle elezioni amministrative sia la spinta per i referendum e invece è stata la spinta dei referendum (1,4 milioni di firme per l'acqua, do you remember?) a produrre il grande risultato delle elezioni amministrative.
Continuate a pensare che il Paese sia diviso tra il tiranno e l'opposizipne di centro-sinistra e non avete capito che c'è una società dal basso che vuole cacciare Berlusconi, ma che al contempo non ne può più di un centro-sinistra politicista e liberista.

Intimidazione contro i "No Inc" di Albano


Tre attivisti del coordinamento contro l'inceneritore ai Castelli romani sono stati perquisiti dalla digos nelle proprie abitazioni con accuse infondate. Un tentativo di intimidazione contro i movimenti ambientalisti a pochi giorni dal referendum e dalla manifestazione del 18 ad Albano
Marco Santopadre
(Radio città aperta)
“Stamattina è scattato un blitz della Digos e della Questura nei confronti di 3 attivisti del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano” – raccontava ieri a fine mattinata dai microfoni di Radio Città Aperta Emiliano Viti, del Coordinamento No Inc dei Castelli Romani.
“Alle cinque e mezza del mattino, quando gli agenti si sono presentati a casa dei tre compagni per effettuare le perquisizioni, l’accusa nei nostri confronti era di aver danneggiato e manomesso in passato alcuni automezzi che la Pontina Ambiente srl utilizzava per allargare la discarica di Roncigliano.

L'editoriale "incendiario" di Pierluigi Battista


Lunedì 6 giugno Battista sul Corriere della sera ha attaccato pesantemente la manifestazione che domenica contesterà la kermesse del Governo israeliano a Milano. Pubblichiamo la lettera di risposta degli organizzatori
Sul Corriere di lunedì 6 giugno Pierluigi Battista ci fa l’onore di parlare delle iniziative che si terranno a Milano contro l’annunciata Kermesse “l’Israele che non vi aspettate”, organizzata dall’Ambasciata israeliana in Italia.
Non ci sorprende lo zelo di Battista, che per l’ennesima volta fa sua l’equazione antisionismo uguale antisemitismo, equazione scorretta sul piano storico (il sionismo è un movimento politico sorto in una parte del mondo ebraico e che ha portato alla nascita dello Stato d’Israele attraverso l’espulsione degli abitanti palestinesi e la colonizzazione dei territori occupati) e politico (sarebbe come dire che siccome Battista è un anticomunista automaticamente è un fascista...).

lunedì 6 giugno 2011

La solita Bomba(ssei) di Confindustria...

Da:USB

06/06/2011
In Italia ci sono 4,5 milioni di imprese, in cui lavorano 17,5 milioni di persone.
Le imprese con meno di dieci addetti sono 4,3 milioni, vale a dire il 95% dell’intero sistema e danno lavoro a quasi il 50% di tutti gli addetti (oltre 8 milioni di persone), questo dice l’Istat.
Tra i 10 e i 249 dipendenti vi sono 225 mila imprese, in queste lavorano  quasi 6 milioni di persone.
Da ultimo le imprese con oltre 250 addetti sono solo 3.718 e danno lavoro a oltre 3,5 milioni di persone. Sopra i 50 dipendenti vi sono in tutto poco più di 25mila imprese, che danno lavoro a 5,7 milioni di persone.
Ora con  questi numeri impressionanti, che svelano come il nostro sia un paese di piccole e piccolissime imprese, qualcuno continua  a sostenere l’esigenza di chiudere con l’esperienza del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di convertirsi rapidamente al contratto aziendale.

PALESTINESI, PROVE DI UNITÀ ASPETTANDO SETTEMBRE.


Ad una recente conferenza le componenti politiche palestinesi si sono trovate d'accordo sull'importanza di una strategia unitaria, alternativa al processo di pace fallito. Per evitare di ricadere nella trappola di negoziati inconsistenti.

DI IKA DANO
Betlemme (Cisgiordania), 06 giugno 2011, Nena News. Falliti i negoziati diretti dopo il rifiuto di Israele di prolungare il congelamento delle colonie lo scorso settembre, il presidente Abu Mazen ha prospettato il riconoscimento dello Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre. Uno stato che rischierebbe di essere frammentato non solo geograficamente, ma anche politicamente. L’accordo di riconciliazione nazionale firmato da Fatah e Hamas il mese scorso al Cairo apre la strada per l’unità nazionale. Senza un reale processo di ristrutturazione politica e strategica, il suo significato potrebbe rimanere puramente simbolico.

EGITTO: IN MEMORIA DI KHALED SAID


Un anno fa veniva ucciso dalla polizia di Mubarak il giovane blogger Khaled Said. Anche la sua tragica fine ha contribuito ad aprire la strada alla "rivoluzione del 25 gennaio".

DI AZZURRA MERINGOLO
Roma, 06 giugno 2011, Nena News -  Nessun volto di leader politici sventolava sulle bandiere nei dintorni di piazza Tahrir, la roccaforte della rivoluzione egiziana scoppiata il 25 gennaio scorso. Nessun viso di un possibile successore del raís Hosni Mubarak. A vedersi tra le folle era solo l’immagine di un volto di giovane dai capelli corti e gli occhi sorridenti: Khaled Said.
Proveniente da Alessandria, Khaled, 28 anni, era uno dei tanti attivisti della sfera virtuale che è stato fermato dalla polizia sulla Corniche della sua città, proprio mentre usciva da un internet caffè. I due agenti gli hanno chiesto i documenti, Khaled, reputando che la polizia non aveva alcun diritto di fermare arbitrariamente un cittadino per strada e chiedergli i documenti, si è rifiutato di mostrarli.  Questo ha condotto a una colluttazione violenta nella quale il giovane è stato spinto su una lastra di marmo, dove la sua testa si é spaccata. Era il 6 giugno scorso e Khaled Said, colpevole di essersi opposto alla legge di emergenza che assegna alle forze di sicurezza poteri speciali, ha perso la vita.

L'impresa pigliatutto!

Confindustria propone ai sindacati il "contratto di prossimità", un modo elegante per ritagliare i rapporti di lavoro su misura delle singole imprese

Marco Bertorello
La Confindustria lamenta il suo isolamento nel campo riformatore e cerca interlocutori per soddisfare le sue ambizioni di cambiamento. Ma nessuno appare come soggetto credibile: il governo e la maggioranza parlamentare sono impegnati quasi a tempo pieno a difendere le magagne del loro padrone, i partiti sono litigiosi e inconcludenti, i sindacati divisi e incapaci di disinnescare una volta per tutte il malcontento. In questo panorama solo l'impresa mostra idee chiare e una compagine adeguatamente rappresentativa in grado di perseguire i propri interessi. Ecco allora che i Think tank (letteralmente serbatoio di idee, ma la definizione gioca su un secondo significato del termine tank, carro armato), che ruotano intorno alla cultura d'impresa avanzano un modello di funzionamento per le relazioni industriali e dunque, nonostante tutta la retorica sul postindustriale e sull'immateriale, un modello concreto di società.

domenica 5 giugno 2011

GOLAN: ISRAELE SPARA, 13 PALESTINESI UCCISI

Manifestazioni dei rifugiati in commemorazione della Naksa in Cisgiordania e nel Golan occupato. Israele risponde facendo fuoco. Sarebbero 225 i feriti al confine con la Siria, 50 a Qalandiyah. A Gaza, Hamas blocca la protesta: una decina gli arrestati

DI EMMA MANCINI
Betlemme (Cisgiordania), 05 giugno 2011, Nena News (nella foto, i dimostranti portano un ferito durante gli scontri sulle Alture) – L’esercito israeliano spara contro i profughi palestinesi al confine con la Siria: sarebbero almeno 13 i palestinesi uccisi e 225 i feriti nel giorno della commemorazione del 44° anniversario della Naksa, l’espulsione di migliaia di palestinesi al termine della Guerra dei Sei Giorni del 1967.
Dopo le decine di morti e feriti dello scorso 15 maggio, in molti si attendevano duri scontri tra le forze di sicurezza israeliane e i manifestanti palestinesi. Le marce per il diritto al ritorno dei profughi si sono tenute in tutta la Cisgiordania e a Nord dello Stato d’Israele, dove la violenza dell’esercito israeliano ha spento nel sangue la rabbia dei rifugiati.

BASSEM TAMIMI, AL VIA IL PROCESSO OGGI A OFER


Il coordinatore del comitato popolare palestinese del villaggio di Nabi Saleh, arrestato dall'esercito israeliano a gennaio poche ore prima di un incontro ufficiale con diplomatici europei, appare oggi davanti alla corte militare di Ofer. Dopo oltre due mesi di detenzione amministrativa.

Ramallah, 05 giugno 2011 – Nena News – foto Oen Ziv, Activestill- Inizia oggi, domenica, il processo dell’attivista palestinese Bassem Tamimi, coordinatore, dal 2009,  delle proteste del venerdì nel villaggio della Cisgiordania di Nabi Saleh.
Bassem, che ha già trascorso oltre due mesi nelle carceri israeliane, apparirà davanti alla corte militare della prigione di Ofer (che si trova su territorio occupato palestinese) per difendersi dalle accuse di “incitamento al lancio di pietre, organizzazioni di manifestazioni illegali, aver disobbedito alla richiesta dell’autorità israeliana di presentarsi agli interrogatori, e infine di aver ostruito la giustizia, fornendo ai giovani palestinesi del villaggio indicazioni utili su come comportarsi in caso di arresto”.

sabato 4 giugno 2011

giovedì 2 giugno 2011

Nucleare: sì a referendum. Il 12 e 13 giugno mettiamo 4 SI'!

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La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno il quesito sul nucleare farà parte della tornata referendaria.
Il primo si' al referendum sul nucleare arriva dunque dalla Corte di Cassazione, che sanziona: vale la richiesta di abrogazione, ma rivolta al testo del decreto omnibus appena uscito dalle Camere, quello che modificava per un certo tempo la normativa vigente. Verranno quindi stampate nuove schede per una consultazione. Finisce male il tentativo del governo di eliminare quello che è forse il quesito piu' sentito dagli italiani, nella speranza che il quorum non venga raggiunto e che falliscano i referendum, per evitare, soprattutto, il quesito che piu' spaventa Berlusconi: quello sul legittimo impedimento. Lo sgambetto alla consultazione diretta non ha funzionato, rimane il rischio che la scarsa o nulla informazione sui referendum possa condizionare la presenza alle urne. E' sempre piu' importante quindi che tutti i singoli e le realtà politiche e sociali si mobilitino in prima persona per dare visibilità ai referendum sul nucleare, sul legittimo impedimento e sull'acqua pubblica, come da mesi stanno facendo i varii comitati e coordinamenti in difesa dei beni comuni di cui anche Sinistra Critica fa parte.
Sinistra Critica invita tutti e tutte il 12 e 13 giugno a recarsi ai seggi per votare 4 volte SI'!

Una catastrofe diluita nel tempo

Dal lungo ciclo del carbonio all'effetto serra, un pianeta sull'orlo del baratro. La puntuale elaborazione delle ricette proposte per risolvere la crisi ambientale nel libro L'impossibile capitalismo verde

Guglielmo Ragozzino
(da il manifesto)
Un primo capitolo del libro di Daniel Tanuro L'impossibile capitalismo verde (Edizioni Alegre, pp. 221, euro 16) parla dei cicli del carbonio. È un avvio insolito. La discussione ambientale comincia di solito un po' più avanti. Si dà per scontato l'effetto serra, cioè il riscaldamento del pianeta e lo scioglimento dei ghiacci con conseguente innalzamento del livello del mare, e la discussione verte sulle cause del cambiamento climatico. Per la maggioranza schiacciante degli scienziati, dei tecnici, degli esperti di meteorologia esso è dovuto all'immissione di carbonio in atmosfera, connessa alle attività umane. Per una minoranza irriducibile è dovuto invece a cause naturali, all'essere pervenuti a una delle fasi di cambiamento epocale non infrequenti nella lunga vicenda della Terra. Alla discussione sul legame tra carbonio - in particolare anidride carbonica, CO2 e metano CH4 - ed effetto serra, si partecipa sempre meno cercando di spiegare di che si tratta: quale sia il ciclo del carbonio, come rientri nella vita del pianeta e come le attività umane utilizzanti energie fossili possano sconvolgere la natura.

mercoledì 1 giugno 2011

COME VOTARE AL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12-13 GIUGNO 2011




















Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte primaria del diritto che vincola i legislatori (chi poi fa le leggi) al rispetto della volontà sovrana del popolo.

Il referendum previsto per Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno 2001 è di tipo ABROGATIVO e si svilupperà in 4 domande (quesiti) riguardanti 3 diversi temi:

■QUESITO N. 1: Acqua Pubblica (primo quesito,scheda ROSSA)

■QUESITO N. 2: Acqua Pubblica (secondo quesito,scheda GIALLA)

■QUESITO N. 3: Energia Nucleare (sceda GRIGIA)

■QUESITO N. 4: Legittimo impedimento(scheda VERDE)

Come funziona il referendum abrogativo?

martedì 31 maggio 2011

Campeggio internazionale, rivoluzionario, femminista ed ecologista, organizzato dalla Quarta internazionale .

Dal 26 luglio al 1° agosto si terrà in Spagna, Besalu’, a 30 km da Girona, il campeggio internazionale, rivoluzionario, femminista ed ecologista, organizzato dalla Quarta internazionale ma ormai da anni allargato a diverse forze della sinistra anticapitalista ed ad esperienze di movimento.
In Italia il campeggio è promosso dal movimento politico Sinistra Critica.
Un appuntamento per confrontarsi con tanti giovani impegnati nei propri paesi nelle esperienze di conflitto sociale, di movimento. Un’ occasione utile per discutere, confrontare lotte ed esperienze, per progettare campagne contro guerra, precarietà e neoliberismo, come sui temi di genere ed lgbt.
Un momento importante per chi è impegnato nella costruzione di una sinistra anticapitalista Europea, senza se e senza ma, alternativa alle destre come anche alla “sinistra” liberista.
Un momento dove rilanciare l’opposizione sociale contro guerra, liberismo e razzismo a livello internazionale qualunque sia il colore del Governo in carica.
Un campeggio totalmente autogestito dai partecipanti, in modo tale che anche nel piccolo e per poco tempo proverà a dimostrare che un altro mondo oltre che sempre piu’ necessario è possibile, e che sono possibili altri tipi di relazioni umane, di divertimento, di gestione di spazi comuni.
Workshop, Forum, formazioni, meeting e feste, tra cui quella donne e quella lgbt, tutte le sere.
Costo del campo: 120euro
Il programma completo su:
www.sinistracritica.org
www.internationalcamp.org

Il voto dei ballottaggi accresce la crisi di Berlusconi

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I risultati dei ballottaggi per le elezioni dei sindaci confermano e addirittura rendono ancora più forti i segnali del primo turno di 15 giorni fa.
È una decisa sconfitta per Berlusconi e la destra italiana, che accelera una crisi cominciata ormai quasi un anno fa e che renderà sempre più difficile la permanenza del governo Berlusconi, che in ogni caso non potrà più mantenere l’equilibrio attuale.
È una sconfitta prima di tutto per Silvio Berlusconi, per le sue strategie comunicative, per la sua attuale incapacità di rimanere in sintonia con la società italiana e persino con il suo elettorato, che lo ha abbandonato soprattutto nelle grandi città. Una sconfitta che mette a nudo gli scontri interni al PdL e con l’alleato leghista, anch’esso in gran parte punito da questo voto (l’elezioni solo al secondo turno e con uno scarto non così deciso del sindaco di Varese è un segnale importante).

FINCANTIERI: IMPEDIRE IL PIANO DI SMANTELLAMENTO DELLA CANTIERISTICA PUBBLICA .

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Il piano di chiusura di 2 interi cantieri navali (Sestri Ponente e Castellammare di Stabia), di ridimensionamento di altri (Riva Trigoso ma anche Ancona), ridotti a “cantieri officine”, ossia cantieri che non costruiscono più navi ma soltanto assemblatori di alcune parti dello scafo, di altre riduzioni occupazionali in diversi cantieri, confermano l’obiettivo di voler privatizzare e dismettere la cantieristica pubblica nel nostro paese, senza alcun progetto per il futuro di un settore industriale così strategico.

lunedì 30 maggio 2011

GIOVANI PALESTINESI PRONTI PER IL 5 GIUGNO

Il movimento, nato sull'onda delle rivoluzioni arabe, sta organizzando una marcia pacifica verso Gerusalemme in occasione del 44° anniversario della "Naksa", l'occupazione dei Territori nel 1967 .

DI MARTA FORTUNATO
Beit Sahour (Cisgiordania), 30 maggio 2011, Nena News (nella foto: manifestazione del 15 maggio a Betlemme) - In occasione del 5 giugno 2011, commemorazione della Naksa, inizio dell’occupazione israeliana della Cisgiordania nel 1967, il movimento dei giovani palestinesi ha organizzato una grande manifestazione a Qalandyia. “Il nostro scopo è quello di manifestare tutti assieme davanti al più disumano posto di blocco di tutta la Cisgiordania e di cercare di oltrepassarlo per dirigerci verso Gerusalemme” ha dichiarato a Nena News Majd Hamid, un ragazzo di 23 anni di Ramallah, molto attivo nel movimento dei giovani palestinesi – “Cristiani e musulmani si raduneranno a Qalandyia e pregheranno insieme per poi dare inizio ad una marcia pacifica verso Gerusalemme”.

VIDEO: RAS AL-AMUD, POLIZIA ISRAELIANA USA TASER SUI MANIFESTANTI

6 manifestanti arrestati e un uso massiccio della forza da parte delle forze armate israeliane: questo il bilancio della protesta di venerdì contro la costruzione di 60 nuove case nel cuore del quartiere arabo di Gerusalemme Est.

Gerusalemme 30 maggio 2011, Nena News (foto ICHAD) – E’ finita con  6 manifestanti (israeliani) arrestati e un uso massiccio della forza da parte della polizia israeliana, la manifestazione nonviolenta organizzata dal Comitato contro la colonizzazione dei quartieri arabi di Gerusalemme Est, che venerdì scorso ha avuto luogo a Ras Al –Amud. (vedi il video sotto). Per la prima volta, i poliziotti israeliani hanno usato le pistole taser (a scarica elettrica) sugli attivisti israeliani che avevano organizzato un presidio davanti alla colonia illegale, a due passi dal Monte degli Ulivi. Gli stessi coloni hanno tirato pietre e acqua sporca ai manifestanti, urlando slogan razzisti contro gli arabi.
Quello nel cuore di Ras Al-Amud è un insediamento nato negli anni 90, noto con il nome di Ma’ale Zeitim.
La proprietà sulla quale è stata costruita la colonia è al centro di una disputa andata avanti per anni. Infatti la terra era registrata a nome di una famiglia palestinese sotto i giordani, ma due scuole chassidiche affermano di avere acquistato regolarmente la proprietà alla fine del XIX secolo: a loro l’Alta Corte di Israele ha dato ragione. La terra è stata venduta al magnate Moskowitz, lo stesso proprietario del complesso dello Sheperd Hotel. I permessi per la costruzione (finanziata dall’associazione di coloni Ateret Cohanim) sono arrivati negli anni 90, sotto Ehud Barak (allora per pochi mesi Ministro degli Interni). Nel ’97 vi si trasferirono 3 famiglie e 6 uomini single: l’allora Primo Ministro Netanyahu ne ordinò lo sgombero; le famiglie furono allontanate ma non gli uomini. Da allora la colonizzazione è cresciuta; attualmente secondo i dati della ONG Ir Amin, ci vivono 56 famiglie (circa 250 coloni).
Le polemiche e le manifestazioni si sono riaccese dopo la recente decisione delle autorità israeliane di dare il via libera alla costruzione di 60 nuove abitazioni nella colonia, che una volta ampliata, insieme al vicino insediamento di Ma’ale David, costituirebbe la più estesa colonia a Gerusalemme Est.
E soprattutto dopo la cerimonia tenutasi nella colonia, alla quale hanno partecipato non solo il sindaco Nir Barkat, ma anche diversi ministri del governo Netanyahu, tra cui il Ministro degli Interni,Eli Yisha,  il portavoce della Knesset, Reuven Rivlin, i Ministri dell’educazione, della protezione ambientale e dell’informazione.  Nena News

Il 12 e 13 Giugno si vota per i 2 referendum sull'acqua bene comune


DA:www.acquabenecomune.org
Per fermare la privatizzazione ed eliminare la possibilità di fare profitti sull'acqua bisogna votare 2 Si'!
Di seguito alcune delle domande più frequenti.

I fuori sede possono votare? Come?
SI, i fuori sede, che siano studenti o lavoratori, possono votare se vengono nominati Rappresentanti dei promotori presso i seggi elettorali. Basta avere con se la propria tessera elettorale.
A breve sarà attivato un meccanismo di iscrizione on-line (www.acquabenecomune.orgwww.referendumacqua.it) per poter segnalare la propria disponibilità a svolgere la funzione di rappresentante dei promotori in un determinato seggio. In questo modo chi vorrà potrà votare anche nel seggio segnalato anche se diverso da quello in cui si è iscritti. Successivamente coloro che hanno segnalato la propria disponibilità riceveranno una delega dai promotori.

Il berlusconismo è finito. Ha vinto l'indignazione


Più del clamoroso risultato di Milano, dove perde l'asse Pdl-Lega, è a Napoli che viene spazzato via il "miracolismo" di Berlusconi. Un ciclo si chiude anche se uno nuovo è ancora da costruire
Salvatore Cannavò
Probabilmente il decorso sarà ancora lungo, Berlusconi dispone di diversi mezzi per tenere. Ma la sua stagione è finita. Ed è finita a Napoli prima ancora che a Milano, dove pure la sconfitta è netta e colpisce il cuore dell'alleanza tra Pdl e Lega. A Napoli governava il centrosinistra, il Pd è al potere da venti anni e tolta una stagione democristiana in realtà ha governato quella città da più tempo ancora. Lì è nata l'attuale legislatura, quella “del fare”, quella in cui il presidente del Consiglio ha promesso pulizia e risoluzione dei problemi additando la giunta di Rosa Russo Jervolino come unica responsabile del disastro rifiuti. E lì, invece, l'elettorato non solo gli ha voltato le spalle ma non lo è proprio stato a sentire. Ha preferito fidarsi di De Magistris, di un messaggio nuovo, di legalità, di cambiamento, di pulizia morale e di svolta sociale.

CineFestival di Taormina all’ombra del Ponte

Alla 57^ edizione della rassegna che si terrà nella cittadina siciliana dall'11 al 18 giugno, non mancheranno i mecenati ultraconservatori con il pallino del collegamento stabile nello Stretto di Messina
Antonio Mazzeo
Padrini del Ponte e attori-promotori del mercato globale di scena al Taormina Film Festival. Alla 57^ edizione della rassegna che si terrà nella cittadina siciliana dall'11 al 18 giugno, non mancheranno i mecenati ultraconservatori con il pallino del collegamento stabile nello Stretto di Messina. Accanto ai loghi degli enti locali e del Ministero della gioventù, la kermesse cinematografica vedrà quello della Fondazione Roma Mediterraneo che per l'occasione istituirà il Premio Award per il cineasta che più ha contribuito allo "sviluppo del dialogo interculturale ed all'affermazione di una specifica identità mediterranea"

sabato 28 maggio 2011

27.5.2011 - La collera dei poveri è la nostra speranza





Venerdì 27 Maggio 2011 08:26
di Giorgio Cremaschi
[articolo pubblicato su "Liberazione" ]Prepariamoci alla collera dei poveri, ha detto monsignor Bregantini, responsabile della Commissione episcopale per il lavoro, in solidarietà con i lavoratori della Fincantieri.
La collera dei poveri, di coloro che, secondo l’Istat possono diventare un quarto dell’intera popolazione italiana. La collera degli operai e dei ceti medi che si proletarizzano che, sempre secondo l’Istat, sono oramai la maggioranza del Paese. La collera di chi rischia di perdere tutto per sé e per i propri figli, e che aumenta la propria rabbia e indignazione quando sente Berlusconi e Tremonti dire che le cose non vanno male, che i ristoranti sono pieni, che la povertà è un’invenzione mediatica.
Questa collera sta montando in tutto il Paese e la Chiesa, con le sue vigili antenne, l’ha ben compreso.

Aggiornamenti dalla Spagna.

28/5/2011 Da:Ateneinrivolta.

Aggiornamenti da Barcellona e Granada. Le cariche della Polizia rafforzano il movimento. Sabato più di 200 assemblee a Madrid.
Il 27 maggio alle 7 del mattino la polizia ha sgomberato la Acampada in Plaza Catalunya, a Barcellona. Dalla ricostruzione ricevuta da un amico che in quel momento si trovava lì, pare che la polizia abbia detto agli/lle accampati/e che fosse necessario PULIRE la piazza, per cui si è pregato di spostare le cose, al fine di rendere più facile l'opera degli spazzini, ma ben presto l'invito è diventato un'ingiunzione che, siccome non eseguita immediatamente, ha dato il via alla rimozione forzata delle cose presenti, dalle tende alle coperte, agli zaini, al cibo, ai vestiti, ai portatili, che sono stati GETTATI via dai poliziotti.
Una ragazza è stata trascinata per i capelli, beh, le foto parlano da sé. Ecco la loro operazione di "limpideza".
Basta con le vostre bugie, basta con i vostri inganni, basta con la vostra violenza contro persone pacifiche!!!
Chiediamo la condanna delle aggressioni poliziesche, esigiamo le dimissioni del ministro dell'interno!
Ci date bastonate al posto di democrazia, noi ce la prenderemo!
LA REPRESSIONE NON CI FERMERA'!

GAZA-EGITTO: RIAPERTO IL VALICO DI RAFAH

Questa mattina le autorità egiziane hanno revocato le restrizioni attuate dopo il 2007. Ma la riapertura riguarderà le persone non le merci. Il blocco di Gaza non è finito.

Rafah, 28 maggio 2011, Nena News – Il primo autobus palestinese con a bordo una cinquantina di persone ha attraversato il valico di Rafah e questa mattina, dopo dopo le 8 italiane, è entrato in Egitto sulla base delle nuove disposizioni decise dalle autorità del Cairo che, come avevano promesso, hanno revocato le restrizioni attuate dal giugno 2006 in poi (in seguito alla cattura del soldato israeliano Ghilad Shalit da parte di un commando palestinese). Da oggi in poi il movimento da e per Gaza sarà «libero», su «base permanente», non più limitato a 300 transiti e solo in alcuni giorni.
Numerose persone hanno atteso questo momento su entrambi i lati della frontiera, in un clima di entusiasmo, e hanno applaudito quando l’autobus, al termine dei controlli di frontiera, è finalmente passato in territorio egiziano e si è diretto verso il Cairo. Subito dopo sono transitate due ambulanze con a bordo palestinesi bisognosi di cure mediche in Egitto.

Perché un referendum?

Da:www.acquabenecomune.org/ -
Perché l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale. Un bene essenziale che appartiene a tutti. Nessuno può appropriarsene, né farci profitti. L’attuale governo ha invece deciso di consegnarla ai privati e alle grandi multinazionali. Noi tutte e tutti possiamo impedirlo, sostenendo oggi la campagna e votando 2 SI quando, il 12 e 13 giugno prossimi, saremo chiamati a decidere. E’ una battaglia di civiltà. Nessuno si senta escluso.

Perché due quesiti?
Perché vogliamo eliminare le norme che in questi anni hanno spinto verso la privatizzazione dell’acqua. Perché 20 anni di politiche neo-liberiste hanno trasformato un diritto in una merce, a beneficio di privati e multinazionali, a scapito della qualità del servizio.
Perché vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.
Cosa vogliamo?
Vogliamo restituire questo bene essenziale alla gestione collettiva. Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene comune. Per conservarlo per le future generazioni. Vogliamo una gestione pubblica e partecipativa.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Dai referendum un nuovo scenario
Il combinato disposto dei due quesiti promossi dal Comitato Referendario, comporterebbe uno stop all'obbligo di cedere ai privati la gestione del servizio idrico integrato e contemporaneamente farrebbe venire meno l'interesse da parte dei privati a intervenire in questo settore stante l'impossibilità di trarne profitto.
Si riaprirebbe nei territori e in tutto il paese la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.
Verrebbero di conseguenza poste le premesse per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini, la quale tende alla completa ripubblicizzazione dell'acqua potabile in Italia.

giovedì 26 maggio 2011

Mediterraneo, anticapitalismo sulle due sponde

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di Piero Maestri
Su invito del Nouveau partì anticapitaliste francese, il 7 ed 8 maggio si è svolto a Marsiglia il primo degli incontri tra le organizzazioni anticapitaliste del Mediterraneo.
Un incontro la cui proposta è nata nel contesto particolare in cui le rivoluzioni nel Maghreb e in Medioriente hanno evidenziato la capacità dei popoli di prendere in mano il loro destino.
Il ravvicinamento degli anticapitalisti e dei rivoluzionari si pone dunque come una necessità sia per favorire i processi rivoluzionari in corso che per fronteggiare i guasti crescenti della crisi.
Il primo obiettivo, che era quello di riunire il massimo numero possibile di organizzazioni, è stato raggiunto: 19 delegazioni rappresentanti 11 paesi (Marocco, Tunisia, Egitto, Libano, Irak, Grecia, Italia, Corsica, Spagna, Cipro del Nord, Palestina) hanno infatti risposto all’invito.
Durante due giorni i delegati hanno potuto dibattere e scambiarsi opinioni nel corso di riunioni seminariali su diversi temi quali : i processi rivoluzionari in corso e la situazione delle mobilitazioni nell’area mediterranea; la crisi globale del capitalismo, le sue conseguenze sociali ed ecologiche e le resistenze sociali; le resistenze e le solidarietà di fronte alla guerra e alle occupazioni; le politiche razziste e di freno all’immigrazione nel quadro dell’Europa fortezza. Dibattiti ricchi di insegnamenti sulla situazione politico-sociale dei diversi paesi rappresentati. Questo incontro ha permesso alle organizzazioni di discutere e, per certune di lavorare insieme per la prima volta, come conferma la decisione, presa in occasione di una riunione improvvisata, delle organizzazioni del Maghreb e del Machrek, di ritrovarsi rapidamente per organizzare degli incontri anticapitalistici dei paesi arabi.
il dibattito ha preso avvio dal riconoscimento che troppo spesso le organizzazione della sinistra europea hanno sofferto – appunto – di eurocentrismo, che le ha spesso portate a non comprendere (e non sostenere) i processi di mobilitazione della sponda sud.

Velletri: Acea taglia l'acqua ad una famiglia con due bambini.

 Logo_AceaAvevano chiesto il rimborso per fatture errate

ACEA manda una bolletta errata da mille euro. Per oltre un anno “si dimentica” di restituire i soldi a una famiglia di Velletri – circa 500 euro - e alla fine gli taglia l’acqua. Ecco la storia di Marco, che mostra il vero volto della privatizzazione e delle multinazionali dell’acqua. Rimasti inascoltati i reclami presentati al Garante regionale Di Stefano. Il comitato acqua pubblica di Velletri chiede l’intervento di Zingaretti.
La multinazionale Acea – forte della sua recente esperienza in Honduras, dove ha lasciato migliaia di persone a basso reddito senz’acqua – nei giorni scorsi ha sigillato il contatore a una famiglia di Velletri, accusata di morosità. Un’accusa che in realtà andrebbe ribaltata, visto che, in questo caso, è la stessa Acea ad essere debitrice per centinaia di euro nei confronti della famiglia colpita, per bollette clamorosamente errate.
La storia è in sintesi questa. Marco riceve le sue prime bollette di Acea nel 2009, con una cifra astronomica, per un valore che sfiora i mille euro. Si preoccupa e, con pazienza, verifica la bolletta, accorgendosi di un clamoroso errore: Acea aveva calcolato il consumo applicando la tariffa per i non residenti, mentre lui e la sua famiglia erano da anni regolarmente iscritti all’anagrafe di Velletri. “Un errore può capitare”, ha pensato Marco. “Ho presentato a quel punto un formale reclamo – racconta – chiedendo la rettifica della bolletta, che nel frattempo avevo pagato, e la restituzione della somma non dovuta”. Una differenza – a suo favore - di circa 500 euro.

Padova 25-5:Sei provvedimenti di custodia cautelare agli studenti! liberi tutti! liberi subito!



Da "ateneinrivolta"
Questa mattina ci siamo svegliati con la polizia che bussava alle nostre porte, che in alcuni casi è entrata senza mandato nelle nostre abitazioni, per notificare a sei studenti misure cautelari preventive. La violenza con cui quest’operazione poliziesca è stata condotta, il carattere preventivo delle misure che ci hanno colpito sono elementi gravissimi ed esagerati rispetto agli episodi contestati. Ciascuna delle situazioni a cui questi episodi fanno riferimento è inserita nelle mobilitazioni di studenti e precari che, da settembre, hanno attraversato le strade di questa città così come di tutto il Paese. Quasi quotidianamente migliaia e migliaia di persone hanno messo in atto iniziative spontanee, azioni simboliche e dimostrative per urlare a tutti il proprio dissenso contro la crisi, la riforma Gelmini, il modello Marchionne, il governo Berlusconi, contro la precarietà delle nostre esistenze. Eravamo tutti assieme in piazza a volantinare, a comunicare con la cittadinanza e a raccoglierne il consenso e la solidarietà, a contestare i rappresentanti delle Istituzioni che hanno messo in atto le politiche in questione, da Berlusconi al Rettore Zaccaria, a bloccare il traffico stradale e ferroviario per dire chiaramente che la crisi non la paghiamo, per dire che non permetteremo a nessuno di toglierci un futuro degno.

L'impossibile capitalismo verde

Daniel Tanuro, autore del libro edito da Edizioni Alegre sarà in Italia dal 26 al 28 maggio con un tour di presentazioni a Livorno, Roma e Milano. Nell'ambito della campagna per i Sì ai quesiti del 12 e 13 giugno,
Daniel Tanuro, autore del libro edito da Edizioni ALEGRE,"L'impossibile capitalismo verde" sarà in questi giorni in Italia per presentare il suo libro, che animerà il dibattito dei comitati ambientalisti impegnatissimi in questi giorni per il raggiungimento del quorum ai referendum del 12 e 13 giugno.
Il tour di presentazioni inizierà giovedì 26 maggio a Livorno alle 17.30 presso la libreria “la Gaia Scienza” (V. di Franco 16) in cui interverrà Daniel Tanuro insieme ad Andrea Gualtieri (RSU ASA , Membro del comitato promotore per il SI all’acqua pubblica).
Sempre giovedì 26 maggio altre due presentazioni, alle 17.30 a Verona (Piazza Dante) e alle 21.00 a Padova entrambe con la presenza di Marco Bersani, tra i principali esponenti del comitato referendario nazionale dei referendum per l'acqua pubblica, nonchè autore della prefazione al libro di Tanuro.
Venerdì 27 maggio Tanuro sarà invece a Roma, alle 18.00 al Circolo di Sinistra critica (via dei Latini 73, S.Lorenzo) dove interverrà insieme a Emiliano Viti (Sc), Simona Savini (Comitato romano 2 si per l'acqua bene comune), Luigi Presutti (Comitato per il Sì Ama-Atac-Farmacap) e Alessandra Filabozzi (ATTAC, ricercatrice Torvergata).
Sabato 28 maggio infine l'ecologista belga sarà a Milano, alle 14.30 c/o Barrio's Café (via Barona ang. via Boffalora).
  La casa editrice ALEGRE ha deciso di dare un contributo per i referendum!! Chi acquista via internet da oggi fino al 13 giugno i tre libri utili agli argomenti dei referendari ("L'impossibile capitalismo verde" di Daniel Tanuro, "Nucleare se lo conosci lo eviti" e "Acqua in movimento" di Marco bersani) avrà il 30% di sconto oltre alle spese di spedizione a carico loro.
Diffondiamo!

LIBRERIA ALEGRE : Roma, Pigneto, Circonvallazione casilina 72/74

mercoledì 25 maggio 2011

12 e 13 giugno.Una battaglia da vincere.Editoriale AiR



Votiamo SI per riconquistare i nostri diritti. Votiamo SI per attaccare i loro profitti
Il 12 e il 13 Giugno saremo tutte e tutti chiamati a partecipare ai referendum per arrestare il processo di privatizzazione dell’acqua e contro la costruzione di centrali nucleari in Italia. Nonostante i tentativi del governo di fermarli all’ultimo minuto, i referendum si terranno e sarà fondamentale andare tutte e tutti a votare per raggiungere il quorum. L’appuntamento referendario è di primaria importanza perché una vittoria, oltre a dare una forte spallata ad un governo da tempo in crisi e minato nei suoi rapporti politici interni dalle recenti elezioni amministrative, lancerebbe un importante segnale: per la prima volta dopo anni si dimostrerebbe che una mobilitazione fortemente democratica e partecipativa, partita spontaneamente e dal basso, senza l’appoggio dei grandi partiti e dei media ma portata avanti solo dai cittadini e dalle cittadine, è capace di vincere contro i poteri forti e le lobby delle multinazionali dell’acqua e dell’energia.
Tutto ciò dimostrerebbe che il protagonismo della gente è in grado di arrestare le speculazioni che da troppo tempo si compiono sulle nostre teste e impedirebbe ai privati di ottenere profitti impadronendosi dei beni comuni di prima necessità, come l’acqua e l’ambiente.

ABU RAHMA: LA RICONCILIAZIONE NON SI TOCCA

L'Europa deve riconoscere la ritrovata unita' nazionale palestinese ed impedire il tentativo di Israele e degli Stati Uniti di renderla vana, dice l'attivista della lotta del villaggio di Bilin contro il Muro

DI AZZURRA MERINGOLO
Roma, 25 maggio 2011, Nena News (Abdallah Abu Rahma con le figlie al momento della liberazione lo scorso marzo) – “Difensore dei diritti umani”, così Catherine Ashton, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica della sicurezza dell’Unione Europea, ha definito Abdallah Abu Rahma, coordinatore del comitato popolare di Bil’in, un villaggio della Cisgiordania nel quale Abdallah organizza manifestazioni pacifiche dal 2005, data in cui Israele ha iniziato la costruzione del Muro di separazione, annettendosi il 60 per cento delle terre di questo paese.  Accusato di organizzare manifestazioni “sovversive”, Abdallah è stato arrestato e incarcerato tre volte dalle autorità israeliane che lo hanno infine liberato lo scorso marzo, dopo quindici mesi di detenzione.

Prove di unità a sinistra?


La componente del Prc, Essere Comunisti, convoca un incontro delle varie forze della sinistra radicale, da Sel a Sinistra Critica. Una discussione per precisare convergenze e divergenze
Giacomo Russo Spena
(da Il Riformista)
Prove di riaggregazione nella sinistra radicale. Le vittorie a Milano e Napoli hanno rinvigorito l’animo delle forze a sinistra del Pd. E ieri al teatro Alpheus di Roma l’area di Rifondazione “Essere Comunisti”, capeggiata da Claudio Grassi, ha lanciato il suo progetto: creare uno spazio (una confederazione?) politico di confronto di tutti i partiti “alternativi”. Un appello rivolto in primis a Sel ma anche a Idv, Verdi, Sinistra Critica. E perchè no a Grillo («si decidesse, però, ad abbandonare il qualunquismo») e a pezzi del Pd. «Crediamo in un progetto unitario delle sinistre - dice Grassi – E queste elezioni dimostrano che il Terzo Polo è ininfluente a livello elettorale, il Pd smettesse di inseguirlo».

America, no we can't .


Recensione del libro di Noam Chomsky, raccolta di saggi che analizza quella che è stata la linea governativa nordamericana degli ultimi sessant'anni
Radio sherwood
L'articolo su radio sherwood: http://www.sherwood.it/articolo/315/america-no-we-cant-noam-chomsky
Elezioni presidenziali 2008: l'America e il Mondo intero assistono al “fenomeno Obama” e se ne innamorano. L'elettorato americano, a suon di “Yes, we can”, pare poter decidere le sorti della propria politica. Ma è davvero così? C'è davvero un elemento di rottura con la tradizione governativa precedente o è solo tutta, una grande messa in scena?
Per rispondere a queste domande, e non solo, è appena uscito per la casa editrice Alegre, America, no we can't di Noam Chomsky. Questa raccolta di saggi analizza quella che è stata la linea governativa nordamericana degli ultimi sessant'anni. La riflessione, tuttavia, non si ferma qui. Le relazioni (per lo più poco pacifiche) intraprese per esportare la democrazia sia in America del Sud come in Medio Oriente mettono in luce quello che è il vero motore della società statunitense: la legge del profitto e del guadagno.
Chomsky, attraverso riferimenti precisi e puntuali, evitando la retorica d'opposizione, ci mostra come a partire dalla politica reaganiana in Sud America sino a finire con Obama e la questione palestinese, il modo di fare politica non muti i suoi fondamenti. Per capire quest'assenza di scarto dobbiamo valutare un altro elemento sottolineato dall'autore: la capacità evocativa messa in gioco dalla macchina elettorale americana. Esattamente come fu costruita per Reagan un'immagine semi-divina, trasformandolo in un “sommo sacerdote del libero mercato e dello stato minimo”, così è anche successo anche per Obama: l'uomo della speranza. Ciò che quindi emerge da questa analisi è una continuità storica fra un candidato e l'altro, che testimonia come oramai la politica, da pratica del comune, sia diventata gioco per pochi.
America, no we can't non si propone lo scopo presuntuoso di cambiare il mondo, ma lascia al lettore l'ultima scelta: ricominciare a pensare autonomamente o continuare a guardare lo spettacolo.

martedì 24 maggio 2011

Nei ballottaggi di Milano e Napoli la differenza la può fare il lavoro.

                                                                                                                                       


Liberazione, 21 maggio 2011, Giorgio Cremaschi.
Milano è stata per anni la capitale ideologica dell’esaltazione della flessibilità. Centinaia di migliaia di giovani, e anche meno giovani, sono entrati nelle nuove professioni, come nelle vecchie, nel lavoro cognitivo come in quello materiale, sull’onda di una campagna ideologica che, iniziata con la “Milano da bere” di Bettino Craxi, prometteva carriere prestigiose e ricchezza a chi, pur nella precarietà, fosse capace di arrangiarsi. (...)

FATAH CI RIPENSA: NO A PROCLAMAZIONE UNILATERALE INDIPENDENZA

Lo ha detto Azzam al Ahmad, un alto dirigente del movimento. Ma l’Olp resta favorevole alla dichiarazione il prossimo settembre a Washington.

Roma, 24 maggio 2011, Nena News – Sembra aver avuto degli effetti immediati il secco «no» pronunciato a più riprese negli ultimi giorni dal presidente americano Barack Obama, alla proclamazione unilaterale dello Stato di Palestina che il leader palestinese Abu Mazen intenderebbe fare il prossimo settembre alle Nazioni Unite. Secondo Azzam al Ahmad, un alto dirigente del movimento Fatah, i palestinesi non hanno intenzione di dichiarare l’indipendenza del futuro Stato palestinese in senso unilaterale. Lo ha detto durante una conferenza stampa oggi a Mosca al termine di un incontro con i dirigenti russi.

Il referendum fa paura


Fiducia al governo sul decreto che prova a scippare il nucleare. Ma ora anche Bossi si "smarca" e la Cei benedice il quesito sull'acqua. Pressione dei comitati sulla Rai, i Verdi "irrompono" in Parlamento
CAMERA VOTA FIDUCIA CON 313 SÌ 291 NO
La Camera vota la fiducia al decreto omnibus con 313 sì e 291 no e due astenuti.
COMITATO SÌ,GOVERNO TERRORIZZATO DA REFERENDUM
«Un governo terrorizzato dall'opinione degli italiani fa marcia indietro su uno dei punti qualificanti del proprio programma e cancella il nucleare. Ma sappiamo che è un trucchetto, e che tenteranno di riprovarci. Per questo vogliamo il referendum». Le oltre 80 associazioni del Comitato 'vota sì per fermare il nuclearè, in presidio di protesta davanti a Montecitorio contro il dl Omnibus, commentano così la fiducia al testo che, tra le altre misure, cancella le norme sul ritorno dell'Italia al nucleare

lunedì 23 maggio 2011

a revuelta de la "generacion perdida"


Gli "Indignados", la generazione senza futuro: studenti, disoccupati, precari, sfrattati. Tutti insieme ogni giorno nelle piazze spagnole, stanno costruendo una nuova politica non subordinata al mercato.
Isabel Serra (Da Madrid)
In Spagna sta accadendo qualcosa che mai si era visto, quello che può essere chiamato "Movimento del 15 Maggio", la cui nascita è un avvenimento veramente storico. Le piazze di più di cinquanta città sono occupate da quelli che, con lo slogan “non ci rappresentano”, hanno perduto la fiducia nella politica e adesso si fanno vedere ogni giorno nelle assemblee in strada e nelle piazze. Anche se nessuno si sarebbe aspettato un movimento di tale entità, la cosa strana è il fatto che non avesse avuto luogo prima: quando la disoccupazione giovanile aveva toccato il 45%, quando il 63% dei cittadini spagnoli vivevano con mille euro al mese o ancora meno; tutto questo mentre le grandi imprese raggiungevano profitti record e stipendi mai visti per i dirigenti delle stesse. Duecentocinquantamila famiglie sono sotto sfratto perché non riescono a pagare il mutuo, mentre la stessa banca che le lascia senza casa e con molti debiti ottiene, come premio, quasi due punti del PIL nei piani di salvataggio pubblico; la gente a questo punto scende in strada e prende parola.

domenica 22 maggio 2011

Dal 25 maggio a Milano la mostra "Fotografi per l'acqua pubblica"

Cito
I fotografi dicono no alla privatizzazione dell’acqua e dicono sì al referendum.
Un appuntamento imperdibile con il collezionismo fotografico. 
La mostra Fotografi per l’acqua pubblica è un appuntamento imperdibile con il collezionismo fotografico. Ma è anche un momento in cui sarà possibile far sentire più alta la voce contro la privatizzazione dell’acqua.
Una settantina di fotografi hanno aderito con generosità a questa iniziativa, dimostrando il loro impegno e la loro presa di posizione contro la volontà del Governo di rendere l’acqua una merce alla pari del petrolio.

Dai grandi nomi della fotografia italiana fino ai nuovi talenti, i fotografi hanno cercato nei loro archivi le immagini più simboliche ed evocative, pensando alla destinazione delle foto, sui muri dei collezionisti e degli appassionati di fotografia.
Infatti sarà possibile acquistare le loro foto e i ricavati delle vendite andranno al Comitato Provinciale 2Sì per l’Acqua Bene Comune che sta facendo grandi sforzi per comunicare con chiarezza e forza l’importanza del voto al referendum del 12 e 13 giugno.

Francesca Carmi, curatrice della mostra a nome del Comitato Provinciale 2Sì per l’Acqua Bene Comune non ha dato alcun tema ai fotografi per la scelta delle loro immagini, anche se alcuni di loro hanno deciso di interpretare, con le foto selezionate, il tema dell’acqua.

Ogni fotografo ha donato all’iniziativa una o più foto, rendendo questa mostra un avvenimento unico per la grande quantità di nomi, più o meno storici, più o meno giovani. Autori che vanno da Ferdinando Scianna a Lisetta Carmi, da Uliano Lucas a Gianni Berengo Gardin, da Gabriele Basilico a Mario Dondero si affiancano in questa incredibile mostra a generazioni più recenti, fino ad arrivare alle giovani promesse.

Le fotografie in mostra sono straordinarie: bianchi e neri e colori, algide architetture e immagini emotive, la Sicilia, Milano, Parigi, gli intellettuali e gli operai, paesaggi e ritratti, le distese d’acqua indiane e gli antri delle metropolitane, gli uccelli e le pecore, gli astrattismi e i fiori delicati, restituiti da ogni autore con la sua unica sensibilità.

Un’altra particolarità della mostra è che rimarrà aperta un solo giorno, un giorno intenso ed eccezionale per chi ama la fotografia e desidera possederla.

Fotografi per l’acqua pubblica è infatti a Milano il 25 maggio dalle 15 alle 22 presso lo Spazio Theca, in Piazza Castello 5. Un luogo ampio e solare per dare alle immagini lo spazio che meritano.

Nei giorni successivi alla mostra, fino alla data dei Referendum, le fotografie ancora disponibili continueranno a essere in vendita in rete su:

INDIGNADOS FRA SCHEDA BIANCA E PROTESTA ASSEMBLEA PUERTA DEL SOL



19:15 - INDIGNADOS FRA SCHEDA BIANCA E PROTESTA ASSEMBLEA PUERTA DEL SOL - MADRID, 22 MAG - C'è chi vota quasi convinto, chi non vota per convinzione, chi questa volta non vuole votare, chi vota tappandosi il naso: c'è di tutto nella 'Repubblicà di Puerta del Sol nella giornata che vede la Spagna alle urne. Sotto i teloni azzurri dell'accampamento 'indignadò più famoso del mondo, nel centro di Madrid, la priorità però è un'altra: trasformare la società, cambiare una democrazia stanca, creare un futuro diverso. Poi si può anche votare. Ma non tutti ne sono convinti. Molti giovani, e meno giovani, della rivolta di Madrid oggi non votano. Per rifiuto di una politica che vede candidati indagati per corruzione in quasi tutte le liste, del 'consociativismò innescato dal bipartitismo 'tossicò spagnolo fra Psoe e Pp, della 'collusionè fra politici e banchieri. E fra chi alle ultime politiche ha dato il voto al Psoe di Zapatero, molti non se la sentono più di votarlo oggi, davanti all'esercito dei 5 milioni di disoccupati (il 44% fra i meno di 25 anni). «Io voterò scheda bianca, è il mio modo di protestare» spiega in una delle viuzze del 'suk' di Puerta del Sol Rakel, 32 anni, disoccupata e attrice. «Oggi destra e sinistra sono la stessa cosa, sanno solo lanciarsi insulti». Anche Andres, elettricista, 29 anni, non dà il suo voto a un partito. «Non voto per non legittimare questo sistema elettorale». Fra le proposte degli indignados spagnoli c'è quella di una democrazia partecipativa, di un sistema elettorale proporzionale che faccia emergere i piccoli partiti e spezzi il duopolio Psoe-Pp. Fernando, 28 anni, panettiere e militante del sindacato anarchico Cnt, che fu uno dei grandi attori della seconda repubblica spagnola soffocata nel sangue da Franco, spiega di non sapere ancora se votare scheda bianca o per Izquierda Unida, a sinistra del Psoe. Deciderà nel seggio. Zapatero? «No, ora è improponibile, è il Robin Hood dei banchieri, prende ai poveri per dare ai ricchi». Maria, giurista, 29 anni, disoccupata, ha sempre votato per i socialisti. «Oggi ho votato a sinistra, per Izquierda Unida, sono i soli che ci hanno appoggiato».

DA YARMOUK PARTE LA “TERZA INTIFADA PALESTINESE”?


Due mesi fa su Facebook è comparsa la pagina «La terza intifada palestinese». E' stata riempita con idee su come commemorare l'anniversario della Naqbe, quindi è stata presa la decisione di recarsi dall’Egitto, dalla Siria, dalla Giordania, dal Libano, da Gaza e dalla Cisgiordania ai confini con Israele.

DI CRISTINA DE LUCA
Damasco, 22 maggio 2011, Nena News (nella foto di Abed Al Naji, i funerali nel campo di Yarmouk di palestinesi uccisi il 15 maggio sulle Alture del Golan) – Il 15 maggio è il giorno della Naqbe, il giorno della «catastrofe» nazionale palestinese in cui, con la nascita di Israele, 750 mila palestinesi furono costretti all’esilio (oggi sono quasi 5 milioni).
Fino all’anno scorso – in tutti gli Stati dove sono presenti oltre che in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza, Gerusalemme Est e nei territori israeliani – i rifugiati avevano celebrato questo giorno con manifestazioni, sit-in, proiezioni di film sull’argomento.
Ma quest’anno qualcosa è cambiato.

sabato 21 maggio 2011

VIDEO: DARG TEAM, DEDICATO A VITTORIO


Dalla Striscia di Gaza arriva in Italia il gruppo rap Darg Team che ha dedicato a Vittorio Arrigoni un remake di un noto motivo arabo di Marcel Khalife. Saranno a giugno a Genova per Music for Peace.

Roma, 21 maggio 2011, Nena News – Farà tappa in Italia il più famoso dei gruppi hip hop di Gaza, Darg Team. A giugno i tre componenti di Darg-Arabian Revolution Guys (i ragazzi della rivoluzione araba) parteciperanno a Music for Peace a Genova e si esibiranno anche a Milano. In entrambe le occasioni presenteranno il loro rifacimento di «Onadekum», un celebre brano nazionalista del cantautore libanese Marcel Khalife che Vittorio Arrigoni, assassinato a Gaza il mese scorso, amava in modo particolare. E’ un tributo all’attivista italiano da parte dei giovani del “Manifesto di Gaza”, del 15 “Marzo” e di altri gruppi progressisti della Striscia. Il tour italiano dei Darg Team è l’occasione per conoscere aspetti poco noti della realtà dei giovani di Gaza.
I Darg Team sono stati fondati nati nel 2004 da Sam (Sami Srour), Mady, Bess (Bassam El Masry), in seguito si sono uniti a loro Maroof Aka come produttore musicale, Ahmed Aka come creatore di suoni arabi ed infine HD come fotografo. A causa della mancanza di risorse il Team ha registrato circa 25 brani  in “home recording”. Si sono esibiti dal vivo a Gaza guadagnandosi un pubblico di giovani in continuo aumento, collaborando in eventi ed attività con le Ong locali e internazionali. Non sono mai stati in grado di registrare le loro canzoni in uno studio professionale ma, nonostante ciò, hanno vinto il primo concorso hip hop in Palestina nel 2009.
I promotori italiani del tour dei DT chiedono a tutti coloro che fossero interessati ad organizzare delle serate del gruppo palestinese nel mese di giugno, in particolare dal 3 al 20 (date da confermare), di scrivere a pmattavelli@hotmail.it,  tel. 0039 380/3560402. Nena News2.

venerdì 20 maggio 2011

Spanish revolution"


Il primo effetto di piazza Tahrir in Europa avviene in Spagna. Gli "indignados" occupano il centro di Madrid al grido di "La rivoluzione è possibile". E sperimentano i "campi base"
Carlos Sevilla
Viento Sur
Non è bastata la pioggia, caduta insistente durante la notte, né il divieto di assembramento imposto dalla giunta elettorale provinciale di Madrid, Granada e Siviglia a fermare i giovani indignados del movimento pacifico "Democracia real ya" (Democrazia reale ora). Alla quinta giornata di mobilitazione, a 72 ore dalle elezioni amministrative di domenica 22 maggio, in alcune centinaia continuano ad occupare Puerta del Sol, al km zero di Madrid, il simbolo della protesta, e sit-in sono in corso in alcune piazze di Barcellona, Granada e Siviglia. Le decisione, nell'accampamento di Sol, vengono prese per mezzo di assemblee partecipative, durante il giorno. Ci sono sette commissioni, ognuna incaricata di coprire una necessità o un servizio: commissioni di alimentazione, di comunicazione, di pulizia, di infrastruttura, di estensione, legale e di coordinamento interno; ma anche zone di infermeria, la lista degli oggetti perduti e quella dei prodotti di prima necessità. È soprendente la solidarietà mostrata dagli abitanti della centrale piazza della capitale, che assistono i manifestanti con viveri e acqua. In un'assemblea celebrata oggi, nella quinta giornata della protesta, i manifestanti hanno preparato una bozza di rivendicazioni, articolata su 24 punti, che dovrà essere discussa in una nuova convocazione, fissata alle 18 di oggi. Le richieste vanno dalle liste aperte, alla circoscrizione unica, al numero di scranni proporzionali a quello di voti. (Ansa)

Errore di sistema: "Spanish revolution"

di Carlos Sevilla
Puerta del Sol a Madrid, Plaza del Carmen a Granada, Obradoiro a Santiago, Plaza del Ayuntamiento a Siviglia. Lo spettro delle rivolte arabe "incanta" le piazze della penisola.

giovedì 19 maggio 2011

Battere Berlusconi ai ballottaggi e vincere al referendum. C'è spazio per una sinistra innovativa e radicale

La sconfitta di Berlusconi e le crepe del centrodestra costituiscono la notizia più rilevante di queste elezioni amministrative. Il caso di Milano è evidente ma anche gli insuccessi diffusi della Lega stanno lì a testimoniare una crisi della compagine governativa. I limiti evidenti del governo, gli effetti della crisi, la speranza di un cambiamento motivano un voto che utilizza quello che ha a disposizione.

BARGHOUTI: FUTURO PREMIER ANP DEVE AVERE CONSENSO POPOLO

In un’intervista al quotidiano egiziano al Ahram, il «comandante dell’Intifada» in carcere dal 2002 in Israele, esorta il futuro esecutivo Fatah-Hamas a fondare il suo programma sul documento elaborato dai prigionieri politici palestinesi.

Roma, 19 maggio 2011, Nena News (foto di Tal Cohen dal sito www.haaretz.com) – In un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano egiziano al Ahram, il segretario generale di Fatah in Cisgiordania Marwan Barghouti (in carcere in Israele dal 2002), conosciuto come il «comandante dell’Intifada», esprime soddisfazione per la riconciliazione tra Fatah e Hamas e sollecita la nomina di un premier palestinese che abbia la piena fiducia e il consenso dell’intera popolazione.