Il segretario della Fiom ottiene il 70 per cento dei voti al Comitato centrale sulla vicenda Bertone. Frattura con la l'area di Cremaschi e Bellavita. La Cgil rilancia le "firme tecniche"
Salvatore Cannavò
da Il Fatto quotidiano
Maurizio
Landini supera anche la prova della ex
Bertone anche se lascia per strada la sinistra interna. La firma
dell'accordo da parte delle Rsu Fiom, infatti, aveva provocato le
critiche dell'ala sinistra guidata da Giorgio
Cremaschi. Ieri Landini, riunendo
il Comitato centrale, ha voluto prendere di petto
il dissenso
svolgendo una relazione “a titolo personale” e decidendo, al termine
della stessa, di chiedere un voto di “fiducia” che certificasse bontà
delle scelte fatte e forza del segretario. Ha avuto 106 adesioni,
il 70 per cento, sul documento che ha presentato mentre 29 voti sono andati al documento alternativo della minoranza di Fausto
Durante, vicina al segretario generale della Cg
il, e 15 astensioni alla “sinistra” di
Cremaschi e Bellavita,
il 10
per cento. E' stato quest'ultimo, membro della segreteria nazionale, a
fare la dichiarazione di voto di astensione anche se parte delle sue
osservazioni, ha spiegato, “sono state raccolte nel documento finale”.
Una
frattura, dunque, all'interno della
maggioranza che secondo Durante rende la Fiom “più debole” e che invece
in Fiom considerano come un rafforzamento di una linea “autonoma” e
autosufficiente.
Landini si dice soddisfatto: “
Il voto
è un elemento che rafforza le iniziative che la Fiom ha messo in campo
sia per contrastare la pratiche della Fiat, sia per riconquistare
il contratto nazionale di lavoro, vista la positività dei decreti dei tribunali”. Soddisfatto si dice anche
Giorgio Cremaschi
di fatto estromesso dalla vera maggioranza che governa la categoria.
“Nel testo finale c'è scritto quello che chiedevamo, che anche la
Bertone è un accordo separato e che la Fiom lo contesterà. In altre
condizioni quel testo lo avrei votato ma oggi c'era da fare un
chiarimento interno e registrare un dissenso”.